adulti ancora a scuola

L’Italia inizia a macchiarsi di giallo. The future isn’t in your hands. Dialogo sulla strada per lo spirito critico.

A Barga, su una delle panchine davanti al casamento della vecchia scuola elementare una-volta-del bidello Bernardini, EVa Dritta guardava il nipote che girava con la bici in quella nuova piazza senza traffico, una boccata di spazio libero dai veicoli in cui i bimbi e le bimbe, e non solo loro, scorrazzano se ne hanno voglia. È un punto frequentato anche da Negro Amaro, per l’appuntamento pomeridiano con la gelateria del Giardino, se non piove, e non di mercoledì!  Sulla panchina c’è spazio anche per lui, non proprio attaccato, dal momento che siamo ancora nell’Isola delle Mascherine. Lecca il cono crema e nocciola e butta là un “l’hai sentita?”, “ne parlano e non so se l’Italia se ne deve vergognare o sganasciarsi in un sorriso di bile.”

– Non mi sembra una alternativa, sempre negativo il bivio che proponi. Ma di cosa stai parlando? –

“Non ti voglio dire della notizia, ancora. Ti faccio una domanda. Secondo te quali qualità deve avere una persona candidata a fare il Presidente della Repubblica? Io non l’ho mai letta fino in fondo la Costituzione Italiana, ma lì, c’è scritto come deve essere un presidente? E i parlamentari ce l’hanno un manualetto che li istruisce o vanno per simpatia di parte?”

– Quante domande! Non ho tempo, devo rientrare, quel nipote, quello là, deve rientrare: fare la merenda, fare i compiti. Ti dico qualcosa sulla prima delle domande. Oggi il nuovo presidente dovrebbe essere pronto e consapevole delle questioni aperte, oggi, e avere dei precedenti che non contrastino con esse.  Non tutti possono essere dei significativi presedenti. Uno non vale l’altro. E se uno viene eletto per inciuci partitici e spartizioni di potere non sarà un bel presidente. –

“Non capisco, spiegati terra terra. Io faccio il bidello, mica l’avvocato.”

– Le questioni aperte oggi, anche in Italia, sono le questioni di una democrazia, che non finisce mai di realizzarsi, anzi c’è il pericolo che si torni indietro se viene eletto un volpone o un facciatosta. La prima questione è la legalità. La giustizia e la egualianza, la dignità delle persone e in particolare la dignità delle donne. Ma anche la disciplina e l’onore. Poi le questioni come la indipendenza della magistratura, il libero mercato, la questione del lavoro che è (DOVREBBE ESSERE) il valore su cui si fonda la nostra repubblica, la questione delle fabbriche che se ne vanno altrove, e poi i dubbi della vita di tutti i giorni: la equità fiscale, la scuola e la sanità pubbliche, l’antifascismo … –

“Insomma il Presidente della Repubblica deve essere il garante della Costituzione. Vuoi dire così?”

– Diamine, questo dovrebbe essere il minimo, non deve arrivare un presidente che vuole scardinare ancor di più la Costituzione ed indebolire i suoi cardini di controllo democratico, di unità nazionale sui diritti e doveri.  Ma ora devo andare, poi mi dirai quello che hai sentito dire, penso che sia a proposito del fatto che il Mattarella finisce il suo incarico di presidente della repubblica, no? –

Il bimbo, il nipote che fa la seconda media, al richiamo della nonna, precede EVa Dritta verso casa. La Pania è innevata oggi, non tanto quanto l’Omo e l’appennino, su all’Alpe c’è davvero una cavalcata di neve, ma le cime sono nascoste dalla balfoia e dal cavallone che la tramontana genera.

“Gli orecchi degli ignoranti come me devono sentir certe cose! E altri ignoranti come me vengono infinocchiati e non ci trovano niente di male.  E alla tv ne parlano come fosse una cosa seria. Ma che c’abbiamo nella testa! Perché non critichiamo subito quell’idea e non diamo subito il pane al pane e il vino al vino.” Negro Amaro sgrollava la testa e bofonchiava tra sé, avviandosi a casa, pestando il selciato di su per piazza.

Il giornalismo senza visione, senza missione, legato a blaterare senza discernere, relegato a diffondere qualunque buttata magari adducendo l’esigenza della neutralità, ha ampio spazio e anche molti bevitori; la neutralità, il non prendere posizione, la equidistanza è un rischio e può diffondere ignoranza quando non offre strumenti per valutare  la questione, ma lascia l’ascoltatore o lo spettatore alla mercé delle sue emozioni, della pancia. QUINDI DIPENDE DA CHE COSA HAI MANGIATO, IL TUO GIUDIZIO. Spesso la cosiddetta equidistanza ascolta e diffonde ad arte l’atteggiamento di non prender mai posizione. La neutralità non esiste nella sostanza, in concreto; è una farsa, cuginastra della omertà, il lasciar che passi anche il male, la menzogna e l’impoverimento culturale. La neutralità non è “sospensione del giudizio”, almeno non lo è quando è atteggiamento passivo. Si sospende un giudizio quando andiamo alla ricerca del bandolo della matassa, con un atteggiamento attivo che poi finisce per esprimere una strada di scelta, una condotta guardinga dichiarata, infine anche un giudizio. Anche il come vengono propinate le chiacchiere e le notizie fa parte dell’inganno dell’informazione omologata al Niente. Come in un indottrinamento subliminale, massa distratta di persone, veniamo ridotti a pensar con la pancia, a dimenticarci della personale capacità di giudizio da esercitare, e siamo portati a dar risposte riflesse senza ragionarci su e senza riflettere.

La Pania, ne ha viste di cotte e di crude, ma non ha mai dato giudizi, è di pietra, non può! Così non ha mai raccontato balle. E non ha mai raccontato niente. È il blog che l’ha personificata e l’ha definita Bella Sempre. La novella racconta che sotto il mantello o sotto il cappello della Pania, Bella Sempre raccoglie gli sguardi e legge i pensieri di quegli umani che la solleticano, specialmente calpestando la sua pelle dal Piglionico in su. E le facciamo dire che lei lo sa che cosa ha sentito Negro Amaro, cosa è che lo fa star così sconfortato in questo pomeriggio, tanto da sgrollare la testa avviandosi verso casa.

Ma noi, noi lettori, lo immaginiamo da cosa sia tormentato Negro Amaro?
Una cosa così delicata e inquietante che non ha voluto subito raccontare neppure a EVa Dritta, anzi da lei ha voluto sapere qualcosa per costruirsi un metro di giudizio. Una conoscenza studiata sull’argomento e non una opinione qualunque, come si parlasse se ti piace di più il pistacchio o l’amarena. Qual è questa cosa ascoltata o letta che rimugina?

Domani che farà EVa Dritta?
Scriverà un Whatsapp all’amico Negro Amaro:

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Nella cronaca in queste settimane c’è la stamburata sulla stampa e sugli schermi tv che menano a destra e a manca sulla prossima elezione per il rinnovo della Presidenza della Repubblica. Adoperano linguaggi che sono propri di un gioco d’azzardo, cioè azzardare ipotesi o nomi alla cieca, per poi sentirci blaterare su per giorni come fanno quelli dl toto calcio minuto per minuto.

Ma la legge cosa prescrive? Andiamo a vedere.   (Cliccare)

Anche Negro Amaro ha cliccato sul link ed è andato a vedere. Gli è sembrato un linguaggio comprensibile, non ci sono frasi contorte come nelle leggi che ogni tanto gli vien voglia di leggere, ma da cui ricava spesso ben poco, non ci si capisce molto. Eppure il testo di una legge dovrebbe essere fatto per essere compreso dai cittadini, che in generale hanno una cultura sufficiente per comprendere tutto quello li riguarda, a meno che qualcuno non ingarbugli i discorsi e le carte!

 

“Allora hai trovato cosa dice la Costituzione sulle qualità che dovrebbe avere un presidente della repubblica italiana?”

– No. Sembra che dai 50 anni in su vada bene qualsiasi persona. Come se uno valesse uno. Un po’ come nella aritmetica. Ma la vita di comunità non è come la matematica, al nome ed alla età si aggiungono i giudizi, cioè le qualità, contano le esperienze dell’individuo e il come si è comportato verso la stessa comunità e le sue norme. Quindi, un pregiudicato (un po’ come dire uno che ha avuto condanne penali) non vale uno, dovrebbe valer meno, e non essere proposto come rappresentante della comunità, in questo caso della repubblica italiana. –

“Già, ma è un po’ più complicato.  Anch’io so che l’unica condanna penale che limiti i diritti politici di un cittadino sia l’interdizione dai pubblici uffici (nota 1 a piè pagina), ed è una pena accessoria, cioè aggiunta all’altra pena per il reato per il quale uno viene condannato. E può essere perpetua o temporanea, cioè può durare anche a vita, oppure per poco.  La interdizione dai pubblici uffici include la perdita del diritto all’elettorato attivo, all’elettorato passivo e l’esclusione da ogni incarico pubblico. Quindi se non c’è questa condanna in atto, qualsiasi cittadino anche se macchiato da condotta punita dalla legge può comunque essere eletto: se trova chi gli dà i voti sufficienti ad accedere ad una carica. Quindi animo in pace! Anche chi non ti garba può essere eletto, e se lo sarà poi governerà anche su di te.
Questo produce la democrazia, ed è il miglior risultato possibile, perché dove non c’è la democrazia i cittadini non sono neppure chiamati a scegliere, i governanti onesti e disonesti vengono imposti!”

– Ora capisco meglio perché quei tre giornalisti abbiano fatto un appello e scritto in una lettera ai parlamentari tutto il loro giudizio con lineare crudezza. E io non avrei dovuto prendermela tanto. Ho capito che non si può negare ad una persona di essere eletta, se non lo ha disposto la magistratura. Se una maggioranza di elettori vota comunque quella persona, vuol dire in quel caso che almeno la metà dei parlamentari e delegati regionali siano d’accordo che quella sia il nuovo presidente della repubblica, nonostante i suoi precedenti comportamenti, le condanne espiate ed i processi in corso.-

“Questa è la politica! Anche per quelli che parlando dicono che non vogliono saperne della politica, che vorrebbero esser al di fuori della politica! Questa, amico Negro, è l a  v i t a! E la vita della società che è dettata dalla politica, vincolata alla economia e legata a chi ha coi soldi (e le armi del potere politico e militare) in mano la sorte di intere popolazioni, o classi o ceti sociali.”

– Te, EVa, allora che ne pensi? Quali caratteristiche dovrebbe avere il presidente nuovo? –

“Te l’ho detto ieri, non tutti possono essere dei significativi presedenti. Uno non vale come un altro. Dovrebbe parlar chiaro e saper dire “alt!” (perché non può far leggi un presidente della repubblica in Italia! semmai può rimandarle alle Camere) e richiamare e spronare i poteri di chi fa le leggi, di chi le esegue e di chi vigila e giudica (poteri: politico, esecutivo e giudiziario) a  tener sempre di conto che la vita di una comunità e della gente migliora se la egualianza, la dignità delle persone e in particolare la dignità delle donne saranno valori concreti e non parole adatte ad ogni giornata del ricordo. Deve rammentare che la equità di tassazione, in modo che chi ha di più pagi di più e chi ha di meno possa anche non pagare tasse dirette aggiuntive dato che paga continuamente attraverso l’IVA imposta su ogni cosa che compra, sia di nuovo un obiettivo da raggiunger presto. La vita delle comunità migliora se la scuola e la sanità pubbliche saranno viste come le tutele prioritarie per la crescita delle persone e della nazione, nell’intelligenza e nella salute; se l’antifascismo diventa più chiaramente una accettazione chiara che le libertà e diritti in una società complessa non sono a numero chiuso, ma via via se ne scopre e definisce altre, e di conseguenza anche i comportamenti della gente evolvono e devono essere indotti alla apertura, non alla chiusura sui “valori tradizionali, sul buon senso del padre-padrone”. La società progredisce meglio e più in fretta se tutti i progetti e le leggi hanno come orizzonte l’individuo, la persona, il cittadino singolo. Così si migliora la vita quotidiana e si costruisce per un futuro che vorremmo “sempre più vivibile”. Magari anche che per un numero sempre maggiore di persone lo sentissero felice. “

– A volte quando leggo o sento qualcosa che mi stona sono preso da pensieri scoraggianti o da rabbia. Per questo un cono di gelato alla crema e nocciola mi ci vuole, mi addolcisce i pensieri! È strano: il dolce del gelato addolcisce i pensieri, cioè va al cervello. Allora non è mica che quando qualcosa ti provoca, il cervello la rifiuti e la mandi allo stomaco, e tu cominci ragionar di pancia invece che di testa? E solo dopo, dopo aver digerito, ti rinvieni e sai che hai agito prima di pensare, come quando rispondi a qualche notizia provocatoria su facebook, e ti accorgi poi che di cervello poco se ne adopera in quei casi. –

“Oggi, hai visto che lo sto leccando un gelatino anch’io? Pistacchio e panna! E una cosa voglio dirti a proposito di quello di prima: mi piacerebbe che i nostri grandi elettori, in parlamento, per la elezione del prossimo presidente della repubblica, aggiornassero le loro conoscenze sulle persone che potrebbero essere elette, e che cercassero finalmente al di fuori del pozzone del passato remoto, e andassero a cercare persone più “giovani”, dato che basta avere 50 anni per esser eletto! Possibile che ci sia un vuoto generazionale di personalità e preparazione lungo venti o trenta anni?”

– Forse ho capito, te a volte EVa sei cripta ….  Vuoi dire che i nomi che nelle notizie giornalistiche vengono fuori sono tutti di gente assai attempata, legata alla prima repubblica, e a quella dopo ma che hanno fallito sul buon governo che la gente si aspettava …. – 

EVa aveva letto una litania sul prossimo futuro, ma non aveva tempo di riferirla a Negro Amaro, e la lasciò al vento che tirava verso la Pania «Quanti bambini avranno diritto all’asilo pubblico nel nostro Sud oltre ai 13 su 100 di oggi. Quanti pensionati costretti ad aspettare la chiusura del mercato per riempire la busta con gli scarti della giornata, potranno domani risparmiarsi l’umiliazione. Quante donne potranno trovare un lavoro stabile. Quanti degli oltre 100 mila ragazzi che se ne vanno ogni anno dal nostro paese potranno evitare l’emigrazione forzata. Quanti ragazzini saranno strappati alla strada e riportati a scuola. Quanti uomini e donne potranno trovare un’occupazione utile all’ambiente. Quante persone abiteranno una casa senza doverla occupare e quante potranno curarsi senza essere costrette a rivolgersi ad uno studio privato.»

Il domani aspetta per sapere quanti, e un Presidente della Repubblica non è indifferente che ne sia interprete passivo o attivo. Il nostro futuro sarà di più nelle sue mani che nelle nostre.

∏ ∏ ∏ ∏ ∏ ∏ ∏   dall’archivio  NOTA 1  – il link seguente conduce ad una sentenza nella quale le note esplicative
si trovano nella parte qui sotto riportata.

A. L’interdizione dal diritto di voto    

33. Nel diritto italiano, l’interdizione dai pubblici uffici (articolo 28 del CP), che importa la perdita del diritto di voto (D.P.R. no 223/1967), è una pena accessoria che accompagna le pene – qualunque ne sia la durata – inflitte per alcuni reati ben precisi quali il peculato, la malversazione, la concussione e l’aggiotaggio (delitti puniti rispettivamente dagli articoli 314, 316 bis, 317 e 501 del CP), per i delitti contro l’amministrazione della giustizia – quali il falso giuramento della parte, la falsa perizia, la falsa traduzione, l’intralcio alla giustizia e la consulenza infedele (delitti puniti rispettivamente dagli articoli 371, 373, 377 e 380 del CP), e per i reati legati ad un abuso o ad un uso improprio dei poteri inerenti una pubblica funzione (articolo 31 del CP).

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Una risposta a “L’Italia inizia a macchiarsi di giallo. The future isn’t in your hands. Dialogo sulla strada per lo spirito critico.”

  1. WHO WILL BE OUR NEXT PRESIDENT? THIS IS THE QUESTION……

    Le donne del Centro Storico, tutti i giorni s’ incontravano nella Piazzetta. Portavano con se la seggiolina ed i loro ricami, e si mettevano a lavorare il corredo per le figlie. I bimbetti scarrozzano intorno, ed altre casalinghe si infilano in mezzo per ascoltare le “chiacchiere”.
    “oh Maria chi pensi sarà il nostro prossimo Presidente della Repubblica?” chiese mia Mamma a mia Suocera.
    _”oh Clementina faccino chi vogliono, tanto a noi non cambia nulla”_
    rispose mentre si accendeva la sigaretta.
    La saggia Nonna, novantenne, di mio Marito, accennò i nomi dei primi Presidenti.
    “se la memoria non m’ inganna mi ricordo il primo, anno 1946,
    Enrico De Nicola…un monarchico per la Repubblica.”
    e continuò ….
    “Luigi Einaudi….Il Presidente che divideva le pere a metà…
    Giovanni Gronchi……Il Presidente indecifrabile
    Antonio Segni….L’enigma del golpe fantasma.”
    Ad un certo punto intervenne mia Nonna, anche lei quasi novantenne, e rievocò alcuni nomi.
    “è stato presidente anche:
    Giuseppe Saragat……un “padreterno” al Qurinale.
    Giovanni Leone…..Luna di miele, crisi, trauma.”
    ” Come siete brave a ricordarvi tutti questi nome alla vostra età” esclamai con affetto.
    Accanto alla mia Mamma sedeva la Zia, che abitava nella “cariola”, difronte alla Piazzetta. Anche lei rammentò dei Presidenti del passato.
    “mi ricordo;
    Sandro Pertini.. ….Giamburrasca al Quirinale.
    Francesco Cossiga…..Picconatore della Repubblica.
    Oscar Luigi Scalfaro…..Conservatore protetto a sinistra.”
    Dopo alcuni commenti esclamati ad alta voce, dei Presidenti degli anni passati , era facile per loro nominare i più recenti:
    Carlo Ciampi…..Il Presidente che ha sdoganato la patria.
    Giorgio Napolitano…..Un comunista al Quirinale.
    Ed il Presidente attuale, se pur ancora per poco,
    Sergio Mattarella…..Presidente di tre crisi bizzaarre….
    .”sapete che vi dico, spero che questa volta sia uno più giovane o perchè no, una DONNA?. comunque tutti bravi… e “good luck” al Prossimo” aggiunse mia Mamma.
    Dopo questa conversazione iniziarono a salutarsi per rientrare in casa. Il tempo passò veloce ed arrivò l’ora di cena.

    Grazie Professore per l’interessante argomento…..

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