adulti ancora a scuola

Lettura condivisa – Social reading

Che la lettura sia un’attività intima e personale? Un tabù che gli AAAS possono sfatare.
Dal blog condiviso alla lettura condivisa. 
(la prima parte è scritta sul blog IL NOSTRO MONDO, qui riportata in colore arancione)

La organizzazione AAAS sta cercando una persona che coordini una esperienza del genere. Se sei tu che te la senti, scrivi a [email protected] o un sms al 3292170677, guardiamo assieme come e quando nascerà la cosa.

La lettura può essere anche un’attività sociale, fatta di confronto, scambio di opinioni e condivisione. Anche blended activity (aiuto, LITTLE ENGLISH!), cioè un po’ in presenza e un po’ a distanza, o viceversa (come canta il Gabbani).
La lettura può espandersi dalla dimensione privata alla dimensione sociale, noi preferiamo dire socializzante. Del resto perché non ricordare che a scuola abbiamo tutti lo stesso libro di lettura, lo stesso sussidiario, lo stesso classico da leggere e commentare?
Poi finita la scuola, la lettura, perché diventa un fenomeno intimo? Ci deve essere un motivo di poteri occulti alla maggioranza per poterlo sostenere, e questi ci sono senz’altro, perché sennò si propaganda forbitamente che la lettura fa parte della sfera intima della acculturazione individuale?
Noi, adulti ancora a scuola, potremmo sperimentare su di noi e smontare questo assioma perpetuato da psicologi e sociologi dello staff system (Emma, help!).
Certo quando sei da sola, leggi da sola. Se decidi comprarti un libro e gustartelo in poltrona o a letto, perché no!  Sei sul treno o sull’autobus, sei in coda allo studio medico o alla cassa di una banca: ti porti un libro e non sbuffi, leggi e ti corrobori! Certo. Da sola. Lettura personale, certo.
E vai a giro, anche per le spese (shopping, Emma, vero?), ci vai coi tuoi, magari anche con chi fai tante cose, anche i figli o i preliminari, e poi entri in una libreria: ti è venuto in mente che avresti potuto scegliere e comprare uno stesso libro, anche uno per uno lo stesso, per leggerlo assieme? Come comprate due banane, due tazzine da caffè uguali, due cuscini uguali, due… perché siete gente che state assieme!
No, di solito non accade. Ci hanno abituato, convinti che sia meglio così? Che sia perfetto crescere soltanto con la lettura intima? 

Non lo sappiamo il perché, ma ti sembrerebbe strano che una coppia comprasse una coppia di libri e la leggesse assieme o nello stesso tempo. Forse ti sembrerebbe antieconomico. 
E non ti ricordi più, non fai il minimo collegamento a quando il prof. disse a tutti e ventidue, perché tanti eravate in classe in seconda media, “sono arrivati i libri di narrativa, 23 copie di Maja delle Streghe, una per uno, domani finalmente iniziamo a leggere assieme”. E non ti viene in mente la soddisfazione di iniziare quella avventura tutti con lo stesso libro in mano, anche evitando ore di possibili interrogazioni logoranti?
Ecco. Forse qualcosa di dissociativo c’è sotto queste convinzioni da non-più-alunni come quella che la lettura è un fatto miglioramento personale e intimo.
AAAS può pensare e dimostrare che la lettura è la lettura. Se hai voglia e capacità di leggere! Perché chi smette di leggere o legge solamente i messaggini brevi sul telefonino o le righe dei facebucche, alla fine dice di non aver voglia di leggere ma in realtà ha perso la capacità logica di seguire una lettura complessa. Analfabetismo di ritorno! Accade lo stesso per la scrittura! Questo è un aspetto di quello che chiamiamo oggi analfabetismo funzionale.
Adulti Ancora A Scuola, forse anche Maidiremaiadulti può riscoprire che la lettura è la lettura, con tutte le implicazioni intime, culturali, sociologiche e di soddisfazione o di masochismo … ok! (Emma, va bene? o è meglio Okay?). Poi te la fai da sola o da solo, oppure leggi insieme ad altri. Sullo stesso libro o su più copie dello stesso libro. Una scelta occasionale, non di merito o di validità.
“mamma, dai, leggimi ancora…”, così le dicevi quando eri piccola nel lettone e lei ti teneva la testa sull’avambraccio e con la ma mano teneva il lembo destro del libro aperto e con l’altra l’altro lembo, e la mamma leggeva … Ma sei sicura che leggesse solo mamma o eri anche tu che leggevi? Non sapevi meccanicamente leggere, ma leggevi anche tu, insieme, riga per riga, meglio frase per frase, battuta per battuta, e ti accorgevi se la lettura era sbagliata! Perché? Leggevi! ed eri infante, cioè vorrebbe dire che non eri capace di parlare propriamente!
Quella era la prima lettura in comune. Lettura comunitaria. Lettura di gruppo. E ti accorgevi, al continuare la lettura la sera dopo, se la mamma apriva il libro alle pagine giuste o no, e glielo dicevi prima che lei se ne rendesse conto! Leggevi. Leggevate assieme.
Perché da adulti non restare complici della lettura? Almeno qualche volta!
“Lo facciamo ai bambini, so leggere da me, non occorre che io ti legga e tu mi legga”, ti disse Alberto quando sotto l’ombrellone stavi leggendo a voce alta un articolo che avresti voluto condividere con lui!  Ti fermasti. Poi più tardi lo lesse, e ne parlaste. Anzi lui riprese il giornale e ti rilesse pari pari i passi che l’avevano colpito di più. Contento.
E allora, fu un riflesso condizionato quello di dirti subito che l’avrebbe letto da solo! 
Allora, che la lettura sia necessariamente un’attività intima e personale è per un adulto non più a scuola è un assioma, indimostrabile, un tabù, una balla inmanifesta, cioè una fake-new! (Bene così, Emma?) 
….. 
il romanzo può continuare …
( prossima puntata, la lettura come dialogo)… la proposta di AAAS sarà, a ottobre, anche quella di aprire un un common blended reading path (Emma, questo è difficile, come lo diresti tu in BIG ENGLISH?)
si cercheranno adesioni e arditi del cammino sperimentale per nuovi orizzonti di lifelong learning (Emma, perdonami.)

♠ ♣ ♥ ♦

La lettura di gruppo o comunitaria può essere anche ipnotica, come quella che adoperano nei riti di religioni e nelle scuole per la credenza: tutti lo stesso libro e lettura corale, tutti assieme a voce alta e l’autorità sorveglia. Definiamola lettura collettiva. Consideriamo questa forma una estremizzazione a fini coercitivi e non una forma libertaria della lettura e del legger assieme testo.
Gli AAAS vorrebbero intendere che la lettura fatta assieme ad altri di uno stesso testo può servire ad aggiungere molto al primario dialogo che il leggere comporta. Il primo dialogo è tra il lettore e l’autore. Il lavoro dell’autore col libro (anche digitale) si spinge avanti fino a toccare il lettore, il lettore lo tocca proprio con le mani il libro e, quando lo legge, entra in dialogo con lo scrittore.
Leggere significa costruire significato (un significato, i significati: non sappiamo proprio come sia perché spesso si dice “chi la intende e chi la intonda”. Poi nel mondo “accademico” arriva uno o una corrente, cioè il critico che in quel periodo detta la versione e quel mondo si adegua a quella convenzione e viene data per buona anche nelle scuole). Dai ricordi di scuola ci si può ricordare del De Sanctis o del Sapegno.

Ogni testo dovrebbe avere un suo significato, ma finché non interviene la lettura non viene validato: la lettura è come una cartina di tornasole, valida il testo ed è parte integrante del suo significato, il senso del testo è confermato più dall’esperienza dei lettori che dall’intendimento presupposto dell’autore.
La proposta di laboratorio di lettura condivisa da parte di AAAS è semplicemente l’invito ad una esperienza, e viene fatta dopo quella di informatica pratica (una vicenda fantastica) e diventerà oggetto di curiosità perché avviene proprio in un mondo connesso come quello in cui viviamo adesso.

La lettura condivisa
Lettura privata e lettura condivisa sono due esperienze contrapposte?
Si possono considerare una la metamorfosi dell’altra, o viceversa?
La lettura condivisa non si contrappone o sostituisce alla lettura individuale, ma la lettura condivisa si pone senz’altro in contrapposizione alla lettura collettiva, strumentale e autoritaria.
La lettura condivisa mantiene l’individualità dell’attività, che è praticata dai singoli nei tempi e nei modi a loro più congeniali; quello che unirà il gruppo di lettura è prima di tutto il piacere di leggere, al di là del testo o del libro specifico, piacere che viene arricchito dallo scambio di significati e comprensioni, anche differenti, del testo, cioè nel condividere la ri-lettura. Un secondo dialogo, a più voci, dopo il primo avvenuto dall’incontro di ogni singolo lettore col libro, cioè con l’autore. Il guadagno ci sarà quando ognuno potrà apprezzare angoli di comprensione differenti dal suo, interpretazioni e accenti di significato che gli sono sfuggite, perché ha inquadrato ciò che leggeva da prospettive diverse o con aspettative diverse. Modalità diverse di lettura dei medesimi passi, andamenti e inflessioni diverse cambiano l’ascolto e probabilmente anche l’intendere. Sì, perché un libro è compiuto, non quando va alle stampe, ma quando si è confrontato coi lettori, no?

La lettura condivisa o, per dirla con Emma di LITTLE ENGLISH, the social reading (lettura sociale), che può essere organizzata facilmente anche a distanza, può permettere a persone anche molto diverse tra loro di avvicinarsi ad un nuovo modo di leggere, stimolante perché prevede la socialità della stessa lettura.  In questo modo il social non è un luogo sterile, anzi può essere un canale importante per la circolazione della lettura e per la formazione di dibattiti spontanei, al di fuori dei canoni convenzionali della critica letteraria. Condividere lettura, Il social reading, può essere una esperienza interessante e utile a riportare la lettura tra gli adulti che via via ne hanno perduto la disposizione. Può essere non soltanto un modo innovativo, ma anche una esca per stimolare la creatività addormentata in adulti presi dal vortice di ben altri modi di ricreazione; una modalità stimolante per consentire a chiunque di esprimersi, condividere, interagire in tempo reale, anche a distanza.

Come avviene in pratica la lettura condivisa? Bene Immaginiamola.
Sarà opportuno stabilire le porzioni del testo o i capitoli da leggersi all’interno di un calendario di lettura prestabilito, per poi incontrarsi nel laboratorio di lettura in presenza o a distanza. Insomma, ognuno si dedicherà privatamente alla lettura nei modi e nei tempi che preferisce, rendendosi pronto al momento dell’appuntamento per il social reading. Gli incontri avranno cadenza settimanale o quindicinale, in essi un momento interessante sarà quello del confronto su ciò che si è letto.
È anche possibile decidere di leggere brani o capitoli direttamente durante la riunione, con modalità condivise. Ogni gruppo di lettura, con il proprio animatore, gestirà la continuità dell’attività, le possibili produzioni che ne scaturiranno, le variazioni e le aggiunte di fonti di lettura.
Poiché o se è prevista la lettura personale preventiva, sarà possibile affidare il compito di riassumere o presentare il capitolo o i brani da parte dei partecipanti, come inizio della “lezione”, utilizzando un minimo di parole (es. 30 parole). Si può iniziare l’operazione di analisi con la ricerca dei significati profondi, delle sensazioni ottenute dalla lettura da condividere.
Una attività di comprensione del testo porta a intuire le tecniche per la costruzione dei testi. Quindi, si po’ stimolare, come momento di produzione, ad una attività di scrittura creativa, invitando anche ad un esercizio di pura invenzione di scrittura.
Importante potrà essere una bacheca su cui postare personali commenti, appunti, questioni, interpretazioni, cui poter accedere liberamente durante il periodo di durata del laboratorio di lettura condivisa.
Cosa può il docente o l’animatore individuare di come semplice ricetta da seguire per indicare una tecnica di analisi di un testo? All’inizio ognuno dovrà essere invitato a considerare la trama del libro/capitolo/ racconto/ brano, a considerare il luogo e il tempo in cui si svolgono i fatti principali, i personaggi, la presenza o meno di una voce narrante, riconoscere i temi più rilevanti. Il procedere del laboratorio presuppone il coordinamento tra i partecipanti, il confronto e l’ascolto delle idee di ognuno.
In ogni fase del laboratorio l’intento principale è innescare una lettura attiva, ripescare le competenze tradizionali legate alla comprensione e all’analisi del testo che singolarmente i partecipanti si portano dentro, ed anche lasciare emergere le abilità trasversali proprie della sfera emotiva di ognuno, della capacità di relazione, della creatività e della lettura come atto di comunicazione.

2 Risposte a “Lettura condivisa – Social reading”

  1. A proposito della lettura condivisa, dopo il suo articolo Prof. comincio a intravedere positivamente il percorso proposto ed è senz’altro un passo avanti rispetto al mio scetticismo iniziale Se io leggo non entro in colloquio con l’autore, per lo meno questo non è il mio intento, ma con i personaggi e il soggetto del libro, scendo tra loro e con loro mentalmente e con passione dialogo, se il libro mi piace (il romanzo in questo caso) ed anzi preferisco non conoscere niente dell’autore altrimenti non riesco ad evitare di relazionare ciò che leggo con quello che so di lui. Condivido perciò la prima fase del percorso previsto, cioè la lettura individuale. In seguito il discorso cambia e conoscere l’autore e scambiarsi opinioni mi fa intravedere nella lettura fatta aspetti non colti prima e domande e anche risposte alle domande che magari al primo impatto mi ero spontaneamente posta, quindi ok Prof e, per quel che mi riguarda, procediamo .

  2. SOCIAL READING…..very interesting Teacher Luti. This will be another subject to improve in our daily life. AAAS is meant to share time together. Reading the same book will be a way to share our point of views in the matter of writing and reading……

    Thanks….

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