adulti ancora a scuola

La chiusura del cerchio? Meglio la spirale!

In riferimento a  L’ANGOLO degli AAAS sul mensile cartaceo de Il Giornale di Barga. Una rubrica curiosa e con aria démodé, tra passato e presente, con un certo ironico disincanto. È iniziata col mese di Febbraio ’23 e si prevede prosegua per 12 numeri.
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di Pieranna della redazione di AAAS

Nel rileggere gli scritti a venti mani dagli Angoli degli AAAS, ci vedo come un ponte per collegare passato e presente, mi vengono in mente le parole: amore e libertà, come parole che racchiudono passato presente e futuro
Amore per la memoria del passato e amore per la libertà di poterlo pensare, esprimere e condividere; amore per il presente poiché è quello che stiamo vivendo e amore per il sogno di un futuro che dal passato e dal presente nasce, e che, anche quando si presenta problematico e incerto, rimane ricco di prospettive da studiare e dibattere, il veloce incombere delle tecnologie nella nostra vita permettendo, come dice Mariella[1].

Amore e Libertà.
La liberazione dal bisogno, che appaghi le necessità primarie dell’uomo; la liberazione dall’ignoranza, cioè dalla mancanza di conoscenze. È la libertà che porta a un viaggio di crescita che si esprime nel rapporto collaborativo con gli altri, e che è capace di svincolarci dai condizionamenti, dagli stereotipi, dagli autoritarismi. Sentirsi liberi può voler dire non omologarsi agli altri, ma insieme ascoltare il vicino potendone cogliere la positività, cercando il punto d’incontro tra le proposte differenti.
La libertà non si può comprare, ma possiamo contribuire a cercarla e a mantenerla, confrontandoci con gli altri.
La esperienza del workshop cui partecipo da quattro anni e il lavoro con il gruppo di redazione del corso di Informatica Pratica di UniTre Barga mi ha confermato che non esser miopi fa guadagnare uno sguardo più ampio sul mondo, superare i confini del personale orticello, nell’ottica di capire l’assurdità dello scontro violento tra le persone, tra i popoli e le religioni. Sento il desiderio di quella visione orientaleggiante di equilibrio e armonia, ancora la sogno.

La libertà non si può comprare. La nostra libertà è stata conquistata col sacrificio di molti. Certo, la società è imperfetta, ma in evoluzione. Su questa nostra libertà conquistata e ora sedimentata tanto da percepirla come acquisita per la vita, si innesta quella cosa che ho imparato ad avvicinare nei nostri corsi di informatica: l’Intelligenza Artificiale generativa (AI). Io spero che i suoi algoritmi siano al servizio e non contro la libertà.
Spero che diventi un modo da dare alle persone tempo libero per godersi il bello, dopo aver contribuito a riqualificare il lavoro riducendone le pericolosità e aiutando la Medicina Pubblica ad intervenire su tutti, senza liste di attesa e conti correnti in banca.

Ne discutiamo in classe nelle nostre lezioni. C’è da superare il rischio e le perplessità della transizione e bisogna essere accorti ed aperti a ciò che si sta generando, forse un modo di vita nuovo, un cambiamento rapido di prospettive, valori nuovi ancora da scoprire con l’esperienza.
E questo coinvolge tutti: i giovani, gli adulti, gli anziani, la scuola, ma anche i governi. È un salto nel futuro, un cambio generazionale le cui implicazioni psicologiche mi affascinano anche se mi preoccupano.

Amore e libertà, dicevo. Il futuro in una democrazia dovrebbe abbracciare tutto e tutti. Chissà che la AI non riesca anche ad indicarci strade nuove per le quali la contrapposizione politica porti comunque al bene comune e universale e non alla divisione ed alla guerra concepita masochisticamente come motore della Storia.
Il pericolo più grande per la libertà è la omologazione, che blocca di fatto la crescita dell’uomo invece di svilupparne la creatività, la diversità, il progresso dinamico.
Amore e libertà non sono frutto della omologazione, lo sappiamo bene noi che siamo passati per le generazioni dei “padre padrone”. Le diversità, però, non nascono senza la libertà dello spirito, non esistono senza immaginazione, fantasia e sogno, aspetti che come studiano le attuali neuroscienze fanno parte della stessa biologia dell’uomo.
Gli Angoli degli Adulti Ancora A Scuola sono un occhio al passato con lo sguardo rivolto al futuro. Non vogliono essere una chiusura del cerchio intorno alla nostra vita e alle nostre esperienze, perché nelle generazioni la vita è una spirale, non si chiude ma gira e avanza.
Questa immagine mi assomiglia molto alla didattica ricorrente che nel corso non-formale di informatica pratica mi ha portato avanti come dentro una spirale e solo per poco ci siamo “riposate” negli “Angoli”😊. Il cerchio degli apprendimenti non si chiude, ma prosegue a spirale, adulti, ancora, a scuola.

 

[1] Credo che L’ANGOLO, sia un valido esercizio per rispolverare il significato del ‘tradurre in parole’ sensazioni e reazioni umane al passare del tempo, al veloce incombere della tecnologia nelle nostre vite (Mariella)

 

Una risposta a “La chiusura del cerchio? Meglio la spirale!”

  1. GRAZIE PIERANNA
    I nostri ANGOLI a venti mani sono stati pensati con l’impronta del confronto di vita fra generazione “boomer” e la generazione “Z”
    E come dici Tu “amore per la memoria del passato e amore per la libertà di poterlo pensare, esprimere e condividere”.
    Nella nostra scuola di AAAS spaziamo su tanti argomenti, migliorando le nostre conoscenze: usando il blog condiviso per scrivere, manipolare correttamente lo smartphone per le nostre esigenze, navigare su internet e facendo passi avanti usando l’intelligenza artificiale. Stare insieme e confrontarsi ci fa crescere, ogniuno di noi insegna qualcosa all’altro e l’unione fa la forza, come si può vedere da tutto quello che abbiamo realizzato negli anni e quello che faremo assieme in avanti, sempre noi ADULTS STILL AT SCHOOL.
    GRAZIE AL NOSTRO PROFESSORE LUTI PERCHE’ LUI CI HA SEMPRE MOTIVATO E SOSTENUTO CON PROFESSIONALITA’ IL NOSTRO APPRENDIMENTO.

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