adulti ancora a scuola

Comprare a scatola chiusa

In questi giorni il Settembre si è fatto sentire, stamani la brezza, sotto il ponte vecchio, sale su da Val di Lago, il Parco Kennedy sembra ancor più desolato del solito. Dopo la pioggia e il vento il sereno è tornato. Di domenica mattina di via vai di gente ce n’è, a Barga. Al Giardino il solito chiacchiericcio delle colazioni in tutti i bar e si vede gente anche seduta sulle panchine; si muove anche verso il Castello di Barga Vecchia, la vede Negro Amaro che vien da Porta Macchiaia in qua verso il Marzocco di Menchi poi scende Piazza per andare al Giardino. Ancora turisti, si notano per l’abbigliamento e per gli oggetti che hanno in mano o sulle spalle, ma anche dagli sguardi, occhiano tutto e di tanto tanto si fermano per riprendere un po’ di fiato, per poter continuare a salire verso il Duomo.
Negro Amaro scende giù al Giardino per andare a prendere il giornale dal Poli, di domenica non lavora e allora lo acquista più tardi, poi fa la circonvallazione e se il tempo è clemente risale al Duomo. Alla Messa non ci va, ma gli piace star tra la gente in una mattinata di sole su piazzale e guardar i panorami dal muraglione del Domo. Spettacolare è, ogni volta, rivolgere lo sguardo alla Pania, Sempre Bella, e ti puoi domandare se lei ti guarda, cioè se vede proprio te oppure assiste alla processione delle persone senza troppa partecipazione.
A Porta Reale, prima di sceglier tra Via del Pretorio e Via di Mezzo, incontra l’amica EVa Dritta.
L’aveva incontrata anche il pomeriggio del giorno prima che andava trafelata all’ABC dei cinesi per cambiare un rocchetto di filo elastico, che elastico non era. “Qui c’è scritto cordoncino elastico, me lo indicaste voi lo scaffale dove prenderlo, poi a casa l’ho aperto l’involucro trasparente, ma è tecco come un filo qualsiasi.” Così lo lasciò lì e in cambio prese un buono spesa. L’aveva raccontato proprio al Negro, ieri, quando l’aveva incontrato nel piazzale delle vecchie scuole col solito cono di gelato in mano.

“Buongiorno EVa, sai, quella cosa del filo elastico bello confezionato e trasparente che m’hai raccontato ieri? M’ha fatto venire in mente una cosa. E ci pensavo anche iernotte prima d’addormentarmi. È tempo di elezioni, la partecipazione politica è bassa, tanti sono gli indecisi, anch’io, che pure mi scervello per saper chi è il meno peggio. Però! Arriviamo in cabina elettorale come davanti a una vetrina da cui scegliere il prodotto che più ci convincerebbe, già confezionato!
Poi ti ritrovi le fregature perché la politica non mantiene le promesse fatte in campagna elettorale.

È come quello che t’è successo col filo elastico! Ma almeno tu hai potuto renderlo indietro. Noi cittadini, dopo il voto, non abbiamo nessuna possibilità di usare il diritto di soddisfatto o rimborsato. Non abbiamo la possibilità di togliere il voto a chi l’abbiamo dato e magari sostituirlo. E non abbiamo neppure le elezioni di medio termine, come negli USA. Ma quel che mi arrovella è la parola preconfezionato: l’unica volta che ci viene concesso di esprimerci è il momento del voto. Prima i balletti e le promesse le fanno loro, e cercano di allettarci, dammi il voto e poi ci penso io! Mi sdubbio a pensare e a dirti queste cose …”

«Anche perché non hai soluzioni, non hai poteri, neppure armi sufficientemente efficienti per ottenere una politica di rispetto rigoroso di ogni cittadino e della sua dignità. – rispose EVa sospirando e svuotando il diaframma con due sbuffi dal naso – Ci troviamo in un momento di profonda crisi, vogliono il nostro voto ma ignorano le nostre voci.»

101 i contrassegni presentati per le politiche 2022
2022- 75 i contrassegni ammessi dal Ministero degli interni

 

 

 

 

 

 

 

Sono molte le persone, anche a Barga, e tante quelle di AAAS (Adulti Ancora A Scuola) che pensano, soprattutto in questo periodo di vigilia del concertone del 25 settembre, che la politica dei partiti si sia presa tutto il palcoscenico e la facoltà di scegliere cosa è meglio per il Paese, ma non per avvicinarsi alle istanze e alle preoccupazioni delle persone che dicono di rappresentare. “Non potete rappresentarci se non ci ascoltate.”, dicono i giovani dei FFF- Fridays For Future.

L’EVa guarda l’amico che finisce il suo cono e vorrebbe dir altro, ma non gli lascia il tempo: «C’è una grande fetta della popolazione che ricerca con fatica il suo diritto alla partecipazione attiva, ogni giorno, partecipare al volontariato te lo lasciano fare (tu lavori gratis e non decidi), ma per altro non ti lasciano il posto. Invece, partecipare vorrebbe dire riportare il potere decisionale nei territori e restituire senso alla società civile, a noi cittadini. Non troviamo mai lo spazio o la strada per emergere, siamo sempre in mezzo ad una emergenza, una dopo l’altra e soprattutto siamo di fronte all’incapacità della politica di agire in modo efficace.
È arrivato a casa il mio nipote ieri, sai adesso fa le medie, e ha detto che venerdì 23 vuol fare sciopero per la Terra ed il clima, per le energie rinnovabili, ma i suoi professori hanno sconsigliato la classe a scioperare: “siete troppo piccoli”, gli han detto. Lui, il mio nipote, iersera ne parlava coi genitori, e ‘un so’ cosa si siano detti.
Vedi, noi appoggiavamo gli operari che scioperavano per non perdere il lavoro, oggi i bimbetti forse non sanno cosa sia il lavoro, ma capiscono bene cosa siano i disastri provocati dal clima impazzito.»

 

TEACHERS FOR FUTURE
Teachers for Future Italia è il collettivo nazionale che include insegnanti, educatori, dirigenti scolastici e rettori, professori e ricercatori che aderiscono al Manifesto degli Insegnanti per il Futuro, pubblicato in occasione del primo sciopero globale per il clima.
Il collettivo affianca e sostiene gli studenti che si mobilitano per chiedere un efficace contrasto ai cambiamenti climatici.

DICHIARAZIONE DI EMERGENZA CLIMATICA

Noi insegnanti ed educatori italiani e tutti i sottoscrittori di questo appello riconosciamo come il collasso climatico e del mondo naturale di origine antropica costituisca con tutta evidenza una EMERGENZA MONDIALE non più procrastinabile.

In occasione dello Sciopero Globale per il clima del 23 Settembre i Teachers For Future Italia hanno pubblicato una lettera aperta agli insegnanti italiani per affiancare e sostenere gli studenti che si mobilitano per chiedere un efficace contrasto ai cambiamenti climatici, elaborando una serie di proposte operative utili per lo sciopero e per sviluppare attivià didattiche concrete di lotta al cambiamento climatico a partire dalla scuola.

L’inizio di quest’anno scolastico assume per noi un significato particolare, perché avviene a valle di una lunga estate caratterizzata da ondate di calore, siccità, eventi estremi, che hanno fatto toccare con mano a tutti gli italiani le pesanti conseguenze del cambiamento climatico.
Vogliamo quindi trasformare questo contesto drammatico in una opportunità per coinvolgere studenti, colleghi e dirigenti in attività sia didattiche che operative che possano rappresentare una risposta al problema, perlomeno per quanto compete al mondo della scuola. L’anno scolastico 22-23 potrebbe quindi essere considerato l’anno zero da questo punto di vista e meritare un’attenzione particolare. Anche perché emergerà sicuramente la necessità di convogliare preoccupazioni e senso di impotenza su un piano razionale ed operativo, ovvero trasformarle in una “reazione” positiva.

LEGGI LA LETTERA E LE PROPOSTE

3 Risposte a “Comprare a scatola chiusa”

  1. Che tristezza di Elezioni! … per non pensare poi al misterioso dopo.
    La cosa positiva è che grazie a AAAS Informatica pratica e Prof. c’è stata la possibilità di capire come si vota , l’aspetto delle schede, le circoscrizioni “cambierecce”, il voto preconfezionato, e pur non comprendendone appieno il senso e sentendo puzza di bruciato e sognando il “soddisfatti o rimborsati” la cosa mi ha fatto piacere.
    l’incertezza regna sovrana : l’unica cosa certa è che voterò quello che io voglio votare (e non è poco), purtroppo l’altra cosa quasi certa è che me ne pentirò velocemente. E i giovani? non so se
    ce la faranno a costruire un mondo migliore: I vecchi, abbarbicati alla propria sedia e con la paura di perderla, riusciranno a dar loro fiducia e spinta a meglio operare?

  2. Buongiorno, non facile commentare le conversazioni di Eva, tocca sempre argomenti complessi…siamo veramente travolti da una sensazione di impotenza.
    Unica risorsa e speranza credo vada proprio ricercata nei giovani quindi nella SCUOLA.
    Voglio essere ottimista.

  3. Quell’immagine del elastic sewing thread mi riporta indietro nel tempo di quando maneggiavo quelle confezioni nel reparto “spedizioni” alla Cucirini Cantoni Coats, ma mai si sarei immaginata che potesse essere oggetto per introdurre l’argomento “Politica”…

    Eh si Eva, vogliono il nostro voto ma non ascoltano le nostra voce.
    25 Settembre… BOOOOO, dove si va a cascà?

    Coraggio FFF………tocca a voi…..

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