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adulti ancora a scuola

L’OCCASIONE DI PARLARE

Buona sera Amica. Lunedì rientriamo a casa e quindi a poco a poco riprendiamo, riprendo, a scrivere e a progettare. Lo avevo promesso a Giugno. Parlo della ripresa del corso di informatica per adulti. Adulti Ancora A Scuola. Per il resto… Il sopore dato dal SARS COV 2 sembra che spinga tutto al rimando, al lento andare senza decidere veramente… È un’aria che sento tirare, goffa. Speriamo che sia figlia di una sana prudenza. Che non comporti ripensamenti e inversioni a U. Di immobilismo siamo già morti nella economia, questa politica avrebbe bisogno di competenze e non di ripensamenti nostalgici: ad esempio sul taglio dei parlamentari: certo che sì, è già legge! Prima di cassarla facciamola applicare! Poi… per noi appassionati di tecnologie informatiche sappiamo che il taglio dei parlamentari dovrebbe essere un taglio scontato, in linea con gli altri settori, come si riducono operai, impiegati e maestranze in genere, per far posto alla “informatizzazione” e ai “nuovi mestieri”, la stessa cosa deve valere anche per chi i cittadini eleggono! Ché è un lavoro! Perché li paghiamo! (anche se loro poi ci sgraffignano assegnandosi in più rimborsi e vitalizi esosi) Altrimenti sarebbe un nuovo privilegio! Un passo indietro, una inversione a U. Gli eletti devono operare con le tecnologie attuali e non come molti attuali azzeccagarbugli masticando parole e sillogismi.

…. poi continuerei, ma è tardi.

PARLAMENTO AUTOREVOLE

È un sogno che un parlamentare si dimetta.

Settembre 2020. Elezioni. SI. Al referendum confermativo …

Questi, quelli in parlamento, hanno votato a maggioranza qualificata il SI alla riduzione dei parlamentari, ( presenti 569, votanti 567, favorevoli 553, contrari 14, astenuti 2: quindi tutti i partiti meno uno,  tra i gruppi parlamentari solo +Europa si espresse contro. ed adesso ci vengono a chiede, a noi cittadini, di dire se va bene o no! Quelli (vedi appena sotto nota 1) che si sono accorti di aver sbagliato, di non aver capito niente e di essere degli impreparati a governare, dovrebbero dimettersi! E non chiederci di cassare ciò che hanno fatto legge!   Anche perché la maggioranza dei cittadini è per la riduzione dei parlamentari, anche viste le figure che spesso fanno e la misera politica che producono a favore della gente comune!

Adesso molti di noi cittadini siamo stati confusi e azzeccagarbugliati da questi incompetenti e ci troviamo a disadagio e molti di noi finiranno per non andare a votare. Neppure per le regionali e le comunali là dove stanno per esserci.

(nota 1: La legge, approvata all’inizio di ottobre 2019, doveva entrare in vigore a gennaio 2020, ma una richiesta dei senatori, di fatto, l’aveva sospesa rendendo necessario il referendum. Nonostante l’iniziale unanimità nel sostenere la riforma, 71 senatori di vari partiti avevano infatti firmato per indire un referendum costituzionale.) (clicca e leggi la lista dei 71 senatori)

La questione del SI e del NO: un parlamento più autorevole! (Tutti e due gli schieramenti usano questa espressione)                   Il numero dei parlamentari è ininfluente (= non c’entra niente).

Per avere o per fare un Parlamento più forte e autorevole perché cominciare dal numero dei parlamentari?

Il Parlamento si costruisce autorevole e efficace quando le tendenze politiche degli italiani e le loro aspirazioni possono trovare nelle liste elettorali chiarezza e orientamento, cioè quando si troveranno di fronte a chiari e distinti raggruppamenti politici che si presentano ed operano ognuno secondo una appropriata unità di intenti. Invece questo adesso non c’è: né nel periodo delle votazioni né nel parlamento, che per questo è disautorato, già adesso. In questa situazione il numero di parlamentari è ininfluente.

Un esempio? Beh, lo faccio seguendo la mia esperienza, per quel che vedo accadere da “millenni” nei nostri parlamenti e anche nell’area politica che culturalmente mi ha attirato di più, la cosiddetta area di sinistra. E accade anche nella “destra” purtroppo.

C’è una malattia cronica: il divisionismo politico. Lettore, bada bene che non sto confondendo il pluralismo col divisionismo. (Il pluralismo fa pandan con la governabilità e alternanza alla guida del Paese, il divisionismo fa pandan con il porre la questione di fiducia!) E noi cittadini non siamo in grado di curarla, questa malattia. (… magari fosse il fenomeno artistico!). E se tra un po’ i parlamentari diminuiranno, sarà la prima terapia: meno cellule ci sono e meno spazio hanno i divisionisti della politica.

Naturalmente mi riferisco al fatto che troppi parlamentari una volta sulla poltrona si dimenticano della responsabilità politica che dovrebbe legarli ai voti che gli elettori hanno dato al partito e, per la incapacità a dialogare proprio nel parti

 

to, lo abbandonano e fanno un nuovo gruppo parlamentare e un nuovo partito. E continuano a dire di essere “coerenti” oppure “progressisti” o “democratici” o “liberali” o “moderarti” o “centristi” o …

Ma mettono a disagio noi semplici elettori che un po’ vorremmo tifare per governi duraturi e leggi eque per la nostra prosperità, ma rimaniamo troppo spesso frustrati e delusi dai comportamenti di quelli che abbiamo eletto.

E noi elettori siamo a disagio perché non capiamo i cavilli e poi perché sappiamo che se nel gioco della politica aver “la maggioranza” è come “vincer un terno al lotto”, se si dividono (sparpagliano) i voti che gli diamo, siamo nella disgrazia e la maggioranza non ci s’ha, e non ce la potremo avere! Mai?           Moriremo con l’acquolina in bocca!

Semplificando: il “tuo” partito con le elezioni ottiene 50 parlamentari, dopo i voltagabbana, se ne ritro va 42. E tu non hai voce in capitolo!

Quindi la questione del parlamento autorevole e forte non c’entra niente con il numero dei parlamentari, ma con le teste sane o  bacate sì!

Articolo 67 . Ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato.

L’articolo 67 della Costituzione italiana fu scritto e concepito per garantire la libertà di espressione ai membri del Parlamento italiano eletti alla Camera dei deputati e al Senato della Repubblica. In altre parole, per garantire la democrazia i costituenti ritennero opportuno che ogni singolo parlamentare non fosse vincolato da alcun mandato né verso il partito cui apparteneva quando si era candidato, né verso il programma elettorale, né verso gli elettori che, votandolo, gli avevano permesso di essere eletto a una delle due Camere (divieto di mandato imperativo). Il vincolo che lo lega agli elettori assume, invece, la natura di responsabilità politica.

Si sente spesso spiegare che Ogni parlamentare eletto risponde alla propria individualità … e alla propria coscienza, speriamo più in senso analitico che mistico! Ci mancherebbero anche le visioni!

Oggi questo mi appare sbagliato, i regolamenti parlamentari devono prevedere la legittimità del dissenso, indice di pluralismo e libertà delle idee, ma non dovrebbero dare la possibilità di formare un nuovo gruppo parlamentare, il dissidente dovrebbe poter scegliere di uscire dal gruppo originario (oppure viene espulso e quindi ne è fuori), e in questo caso rimanere nel seggio come “senza vincolo di mandato” quindi rimanere svincolato, ugnolo. Andrebbe abolito il “Gruppo misto”. Per rispetto soprattutto degli elettori che hanno votato una persona in un raggruppamento e se la ritrovano in un altro! Se l’eletto riottoso vuol esser considerato rappresentante soltanto di sé stesso, lo sia. Ugnolo! Non dovrebbe sfruttare il bagaglio di voti ottenuti in un patto per trasferirli in un altro senza chiederlo ad ogni elettore. Gli rimarrebbe anche la decisione di dimettersi onorevolmente.

Fuori del Parlamento poi faccia anche una nuova formazione politica, ma questa i voti li avrà, se li ottiene, al prossimo giro!

Se il divieto di mandato imperativo, cioè il non vincolo (come è in uso ancora), era storicamente sensato allora uscendo dal ventennio fascista e dittatoriale, oggi non lo è più, oggi la storia, la cronaca ci insegna che il divieto di mandato imperativo è usato troppe volte per far voltagabbana e divisionismo, prendendo per il bavero la volontà espressa dagli elettori e minando la “governabilità” che ogni parlamentare ti direbbe che è un valore assoluto della politica! ….

Oggi storicamente la concezione che un eletto dal popolo diventi per questo anche leale, superintelligente o profeta, è una assurdità! Visto che vengono eletti anche persone con alle spalle comportamenti dubbi, indice di scarsa affidabilità.

Quindi la regola e il regolamento parlamentare dovrebbero cambiare, se necessario anche con una modifica della lettera costituzionale. Non va bene una Italia dove il fare voltagabbana sia una onorevole mossa tra gli scacchi parlamentari.

Ricordiamo loro che noi cittadini e elettori siamo la scacchiera sulla quale si gioca la politica e noi non vogliamo essere calpestati proprio da chi abbiamo eletto!

Quelle formazioni politiche, quei partiti che hanno votato per la legge della riduzione del numero dei parlamentari e che oggi di fronte al referendum confermativo si dicono aperte alla libertà di voto o addirittura indicano di votare NO, ammettono di essere in confusione, ammettono di avere tra le fila dei citrulli, degli incompetenti, degli irresponsabili e sono complici del dilagare del voltagabbanismo.

La scarsa rappresentanza dei territori paventata da chi non desidererebbe diminuire gli eletti, è una favola: la scarsa rappresentatività dei territori è già da molto tempo realtà a causa della scarsa competenza o annebbiata onestà di molti degli eletti.

Con il buon governo e il parlamento autorevole non c’entra proprio nulla il numero dei parlamentari.