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adulti ancora a scuola

Il tempo sospeso

IL TEMPO SOSPESO

qui sopra c’è l’audio file da dove la lettura dell’articolo viene ascoltata da chi non può o non ha voglia di leggerselo da solo, con l’occhio è possibile anche seguirne la lettura, e così sentire anche i Re-fusi che capitano ad un lettore improvvisato.

Nel paese delle mascherine il brodo si allunga, il collo allunga, il campa cavallo si raccomanda anche se l’erba non cresce. Insomma, il tempo si allunga, si dilatano le prospettive, i desideri e le voglie si striminziscono o al contrario sgranano come quando ingrandisci una foto senza aumentarne i pixel e allora sbiadisce, la vedi come sfuocata, nebulosa.
Pensando il futuro e le cose da fare, il tempo ti appare …sospeso.
La sensazione è che “lo farò”, e lo sai che lo farai, ma poi quella cosa sta come una foto col picchetto appesa al filo ad asciugare nella camera oscura del vecchio fotografo. Solo dopo la vedresti alla luce.
E nel Paese delle Mascherine il sottofondo è la canzone “si vedrà, ma quando…”, il ballo è sudamericano, ma l’atmosfera è vagamente deserta. Il tempo sospeso.
Penso ai ragazzi e ragazze, a quelli più piccoli, ai fanciulli …lì, loro, nel Paese delle Mascherine ci si trovano ancora bene, tutto-sommato, il futuro l’hanno nel sangue, non ancora nella testa e sanno riformulare il presente attraverso la fantasia. Quando siamo bambini è sempre epifania! Da bambini abbiamo una capacità di adattamento enorme e veloce.
E poi penso ai ragazzi e ragazze, a quelli più grandi, all’età dell’adolescenza… lì, questo tempo sospeso lo immagino grave; quando siamo adolescenti la fantasia funziona solo se è compagna dell’azione, e come agisci se il tempo è sospeso, è bloccato?

Penso agli adolescenti in questi tempi di situazioni claustrali, li penso in casa, chiusi, sempre con le stesse persone, ma soprattutto coi genitori, e penso: proprio coi genitori, magari quelli che tengono il broncio o emettono sanzioni  se “porti a casa un cinque”, proprio con quegli adulti con i quali  per definizione di adolescenza dovrebbero misurarsi, dai quali dovrebbero allontanarsi per sperimentare la propria indipendenza, per confrontarsi e crescere; mi immagino, in questi casi, una implosione. Da adolescenti non è sufficiente la fantasia per evadere; da adolescenti la evasione assomiglia di più a quella di Papillon.

Nell’Isola delle Mascherine sono pochi quelli che stanno sul binario de “il carrozzone va avanti da sé” e sono in molti su quello de “la giostra si è fermata”.
Inoltre e ma, nell’Isola delle Mascherine c’è chi, pur sentendo il tempo sospeso, non ha tempo per starci dentro: e sono tutti quelli che lavorano nei servizi essenziali, nella sanità, nella logistica, nel trasporto, nella polizia e nelle pulizie, e che operano nella catena dei generi alimentari, per loro continua, parallela alla corsia del tempo sospeso, quella della frenetica routine, del darsi da fare continuamente ma che a volte non basta. E sognano un giorno di 36 ore, un ritorno al non saltare i turni di riposo, un arrivo di nuovo personale che possa allentare la loro fatica.
Nell’Aula delle Mascherine c’è una quarta dimensione. È frequentata dagli AAAS (Adulti Ancora A Scuola), ma non tutti, soltanto quelli privilegiati. Il loro prof. direbbe “prerequisiti”.  Infatti quelli, loro, l’hanno acquisita prima o hanno avuto l’ardire di farsela a treno in corsa quel poco di formazione digitale che è appunto il pre-requisito per la didattica a distanza! Tra gli AAAS, i più sono rimasti a terra e continuano a far parte della schiera dei ritardatari (digital devide), non certo per scelta cosciente ma per l’andazzo della educazione degli adulti in Italia.
Nelle case di chi è rimasto a terra non c’è ancora un computer, o se c’è l’adoperano gli altri, non c’è un tablet, il telefonino c’è ma è poco o nulla multimediale.
E così molti adulti che conosciamo nell’Isola delle Mascherine sono ancora A, ma ex-AAAS da quando il covid ha chiuso il laboratorio informatico in cui andavano imparare quello che tutti avrebbero già dovuto sapere.
Anche per loro c’è il tempo sospeso? Pensiamo proprio di sì.  E pensiamo che molti lo sentano e lo vivano come aria che tira, soprattutto nell’Isola delle Mascherine.
La quarta dimensione che si respira nell’Aula delle Mascherine è buffa, insolita, parziale ma benefica: anche per chi vive nelle case degli AAAS! Intanto c’è tolleranza, nessuno ha detto più loro “ma che ti metti a fare?” “A che ti serve?” “Alla tua età? Dai!”. Partecipare all’Aula Leggera, alla  Classroom ed alla lezione a distanza incollati davanti allo schermo è il quadretto che ha ormai un posto preciso nel tempo che scorre nelle abitazioni degli AAAS, che sia sospeso o quello del binario accanto. 🙂
Purtroppo, il Tempo Sospeso ha tra i suoi aspetti negativi uno che è pessimo: sembra che l’entrata in vigore del Tempo Sospeso (una specie di ora legale) sia dovuta all’arrivo del coronavirus: il padre padrone e orco mannaro attuale; detta legge lui! Tantèvvero che il Governo normale ha dovuto sloggiare e governare come in esilio nell’Isola delle Mascherine con i DPCM (non più con le leggi di prima), ed anche lo stato è cambiato, adesso si chiama Stato di Emergenza. Ma siamo sempre Italia, stiamo con l’Europa ancora, niente “brecsit” nell’isola delle mascherine, s’intende!
Dunque, l’aspetto negativo peggiore è che, troppo-dove e troppo-quando ed ora, si sono sospese o rese difficili da raggiungere le cure per i normali acciacchi o le cure che facevi prima dell’arrivo del coronavirus, o si sono complicate le possibilità di farsi curare “normalmente” se ti capita un malanno o un malaccio.
Questo è proprio deleterio. Al coronavirus padrone del Tempo Sospeso non gliene frega niente ed i DPCM (cioè le leggi in vigore sotto il conte) non servono a migliorare la situazione.
Siamo proprio in un tempo sospeso. In questo caso anche le cure sono “sospese”.
Un colpo al cerchio e uno alla botte. Va bene!
La sponda positiva del Tempo Sospeso, alla quale appoggiarsi nell’Isola delle Mascherine, quale sarebbe?
L’ho chiesto in giro, i ben informati dicono che sia che stiamo diventando tutti verdi.  Col Conte stiamo trattando anche per avere un mutuo consistente da spendere in questo progetto. E pensare che nell’era precedente all’Isola delle Mascherine i Verdi avevano anche fatto un partito, ma non se lo filava nessuno. Adesso in Parlamento si son tutti ricreduti, verde sarà il nostro futuro, tentano di inzufolarci così!
Ma il prof non ci crede tanto, qualcosa ci cova, stiamo in guardia, o qui nell’Appennino: stiamo in castagna. Quando te lo promettono e si lodano e si sbrodano da soli, anche solo perché hanno raccattato a debito più di 200 miliardi di euro, il più delle volte usano parole strane, non dicono verde: dicono green economia e a volte esagerano e dicono green economy. In somma quel green non nasconderà mica una ennesima scottatura?
Beh, lasciamo anche su questo il Tempo Sospeso, sospendiamo il giudizio. Chi vivrà, vedrà!
Il tempo sospeso, sine certo die direbbe un canonico, sta cercando di tarpare le ali all’atteggiamento principe di noi umani, quello di quando non ci facciamo la guerra: la disposizione ad avvicinarci, a toccarci, a fare cogna, a stare insieme. La reazione è stata generalizzata: “proviamo altri modi di stare assieme”, “non abbandoniamoci all’isolamento”. Così anche i più rincitrullenti social-media si sono potuti in parte riscattare e molta Gente ha capito che i social-media possono servire per fini positivi, a cominciare dal “rimaniamo in contatto”, per discutere e progettare, per farsi compagnia e continuare a crescere, e così il “mi metto in mostra”, il “ci penso io a sputtanarti” son diventati meno attraenti per lasciare dello spazio anche alla buona educazione e ad informazioni che di gossip,  di narcisismo e di bullismo non hanno niente.
Altrove nell’Isola delle Mascherine e fra gli Adulti Ancora A Scuola, molti si sono resi conto che quegli strumenti che tenevano per le mani e stavano sui tavoli delle case finalmente potevano servire per alleviare il logoro di un Tempo Sospeso. Così la voglia di digitale è iniziata a crescere, e non potendo frequentare le aule in presenza, anche la cultura, l’aggiornamento e quel poco di educazione continua hanno trovato un viottolo sicuro su cui camminare. A Barga quel sentiero lo stanno sistemando UNITRE e AAAS.
Una piccola esperienza, ma …
Informatica, computer, telefonino, lingua inglese … corsi a distanza! Frequentarli per questi adulti ancora a scuola è stato come aprire un mondo, riaprire il mondo che per loro si era chiuso quando avevano lasciato fuori dell’uscio il digitale pensando che per loro non fosse necessario. Adesso capiscono che è necessario come i vestiti per ripararsi dal freddo, dal gelo dell’ignoranza.
L’esperienza degli adulti, analfabeti o quasi del digitale, che sollecitati a proseguire la scuola non formale, imparando a collegarsi via web all’aula virtuale e seguendo le lezioni in diretta video dialogando col prof., è una vicenda fantastica.
Mi verrebbe da dire che aver avuto la ventura di incontrarci come Adulti Ancora a Scuola ha innalzato le nostre difese immunitarie, non tanto contro la pandemia in corso, quanto verso la diffusa opinione che è stupido fare gli studenti a vita. Noi non siamo della banda di chi ha dato ha dato. Siamo tra quelli che si domandano:
Perché non tutti imparano per tutta la vita? – Why isn’t everyone lifelong learning? 

La cultura deve essere diffusa, tutti dovrebbero aver accesso a informazioni e metodologie per maturare abilità al passo coi tempi che corrono. Questa concezione è il tappeto su cui far incedere una società della educazione.

3 Risposte a “Il tempo sospeso”

  1. Il tempo sospeso :non cè, nelle attese prego .
    Pensare al passato non posso piagermi a dosso . Il futuro : tutto si aggiusta .Vivo a pieno il presente,da molti anni .

  2. “Il tempo sospeso” mi fa pensare al Covid e all’adolescenza : quando si aspetta di crescere ma non si sa cosa succederà. Il Covid è per me un pensiero sospeso (morirò , non morirò ) al quale non voglio pensare, il che porta ad apprezzare il momento presente per ciò che offre, ma sempre in attesa di …….di che cosa non so : cambiamenti importanti nella vita di tutti i giorni , nel modo di essere, di governare, di ristrutturare, difficoltà economiche…… e .. a che prezzo? Timore di una crisi di democrazia, timore per il futuro dei figli e dei nipoti. Spero che sia la vecchiaia a scambiare il mio istintivo bicchiere mezzo pieno in quello mezzo vuoto e non il sentire tanti discorsi inutili, vedere, spesso, il modo arrogante di gestire il potere e la cosa pubblica, . di sottacere, di non informare, il gusto di sanzionare e punire. Sto nella mia casa, al caldo e per ora in salute, guardando fuori il prato verde e il gatto che fa le fusa. Ho solo la responsabilità di finire la vita. Ma i nipoti? Spero che riescano a trovare quella giusta via , quel “nuovo buono” per sé e per gli altri e che possano gioire della vita. AUGURI DI BUON ANNO !!!

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