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Il coronavirus, ok. Surreale, ma non è una favola!

la favola

Il coronavirus, ok. Ormai c’è, ma come saremo dopo questa fase acuta della terza guerra mondiale?

Il Covid19 non sembra volersi arrestare. Gli Stati del mondo sono rabbia e amarezzain totale 206, di cui 196 riconosciuti sovrani.  La pandemia ha “toccato” 210 paesi nel mondo! (?) Nel tentativo disperato di frenare la catastrofe, un numero sempre maggiore di nazioni approvano decreti emergenziali che riducono i contatti sociali dei loro cittadini.

Di fatto milioni a centinaia di persone si trovano private delle più elementari libertà, come quelle di fare una passeggiata. Tutto ha un alone da coprifuoco. Il quadro è inquietante, ma la maggioranza dei cittadini accettano per salvaguardare la salute individuale e collettiva. E le analisi degli studiosi più accreditati indicano che il ritorno alla routine non è affatto vicino. Il governo italiano si è trovato costretto a prolungare le misure eccezionali fino al 3 di maggio 2020. Non potremo allentare finché la condizione sanitaria sarà in affanno. Gli ospedali continuano ad essere in emergenza, purtroppo. La Protezione Civile, organo di guerra al coronavirus, ed il mercato interno, non sono ancora in possesso del numero di presidi sanitari elementari che sarebbe necessario avere a disposizione una volta si riaprisse alla circolazione delle persone. sanitari, grazie!Il sistema sanitario non ha ancora la disponibilità del gran numero di tamponi e reagenti necessari a screening allargati, lo stesso vale per i test sierologici che sarebbe necessario effettuare per poter “riaprire” in situazione di nuova sicurezza ogni attività lavorativa.        Il governo va avanti a piccoli passi nel costruire un modello di nuovo protocollo di sicurezza con linee guida adattabili ad ogni varia situazione lavorativa e di relazione. Quindi autonomamente solamente le grandi aziende e poche altre sono oggi in grado di prepararsi alla necessaria trasposizione del distanziamento sociale all’interno dei luoghi di lavoro. La fase 2, o allentamento e riapertura graduale delle attività economiche, avrà ancora noi individui come protagonisti ad un tempo del bene e del male, il virus quando c’è, c’è perché ci siamo noi, siamo noi che dobbiamo sanificarci. È una situazione da rincitrullire, ma questa è! E il vaccino è lontano. Ma quando ci sarà non sarà la fine della guerra. Come in ogni guerra siamo spettatori coinvolti nella catastrofe.

Così a poco a poco stiamo cambiando, e mutano le nostre prospettive e le nostre maniere di ragionare.

Allora mi immagino i cambiamenti che l’era del Covid19 ci sta portando.

Il primo che trovo è la forte spinta a superare il paradigma “mors tua vita mea” in favore di un nuovo progetto “vita tua vita mea”.

Il secondo è che, costretti, abbiamo rallentato l’andamento della nostra vita di relazione, la vita convulsa tornerà ma con nuove modalità.

Il terzo, scriviamo di più; lo star rinchiusi favorisce la memoria, il ripensare, il risistemare i ricordi; spero ci resterà a lungo questa propensione.

Il quarto è che i parametri dei confini ideali tra se stessi e gli altri stanno cambiando, sulla scia dell’obbligo del distanziamento sociale obbligatorio.in giardino

Il quinto, forse è la prima volta ma stiamo mettendo in discussione gli ambienti urbani, invidiamo un po’ quelli che vivono in spazi fuori dal centro urbano, o quelli che vivono con più persone.

Sesto: stiamo mitigando il nostro egocentrismo (egoismo e narcisismo), in un sistema che sta faticando a garantire un letto in ospedale per tutti, a garantire spazi pubblici e di lavoro privi di rischio per tutti, anche noi stiamo modificando i nostri comportamenti, il nonno avrebbe detto “ecco state diventando grandi”.

Settimo, le connessioni transgenerazionali, tornano ad essere curate e riprendono efficacia, non soltanto nei centri urbani e nelle nei quartieri formichiere si riscopre il vicinato.

Ottavo, è la prima volta che otteniamo grandi NO, il buonismo pacione e il-che-me-ne-frega-di-quel-che-fai-tu sono stati messi alle strette.

Nono, cominciamo a comprender di più la storia anche soltanto con elementari confronti: i nostri nonni stavano a casa e dovevano nascondersi per sfuggire ai rastrellamenti dei nazifascisti, gli ebrei per sfuggire alla caccia delle SS e alle leggi raziali, anche noi restiamo a casa per renderci irreperibili al nemico invisibile del 2020.

Decimo, la nostra generazione viziata che si è lamentata fino all’altro ieri se aspettava più di qualche minuto il treno, l’autobus, il caffè al bar, la visita allo studio medico, adesso non ha voglia di inalberarsi per la fila composta e distanziata che ha imparato a fare al supermercato, davanti alla farmacia, … anzi tra qualche giorno riscopriremo il libro da portarci appresso per gustarlo aspettando.

Undicesimo: in queste settimane ci rendiamo conto che chi pensavamo sapesse, scopriamo non avere le idee chiare: Donald Trump, Boris Johnson, e da noi ne abbiamo conosciuti tanti di quelli che sono passati dal “va tutto bene” al rendersi conto improvvisamente di essere in una pandemia. Invece avrebbero dovuto essere meno boriosi e più lungimiranti, come dovrebbe essere ogni eletto a governare.

Dodicesimo: di conseguenza riscopriamo che anche i nostri idoli sono caconi e umani come noi, e le passioni e il superomismo li travolgono. Quindi sarà bene avvicinarci di più alla politica per partecipare, esserci e non più per appassionarci a delle apparizioni mediali di fantocci che non possono da soli risolvere i problemi del nostro Paese.

Questa è una di quelle volte che temiamo di non poter avere più punti di riferimento indiscutibili.

Covid19Ma del resto il coronavirus ci insegna che ognuno di noi è il punto di riferimento!

Tredicesimo: una generazione più umana e compatta prenderà vita da questa esperienza, una generazione che si preparerà per affrontare l’incertezza e che svilupperà nuove capacità per farvi fronte.

Da ultimo una domanda

Viaggiare, imparare viaggiando, viaggiare per imparare. Questo è un valore col quale molti di noi sono cresciuti, per me un sogno hippy di cittadino del mondo. Beh, quel modo divertente di alimentare la curiosità e il confronto, migliorare la intelligenza ed apprendere, quel modo di estendere il concetto di amicizia, quale futuro avrà?

 

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