adulti ancora a scuola

ESTATE, VACANZA E POSTILLE

Estate. Un po’ di vacanza. 
(tra parentesi, ma non è una parentesi: Per chi può permettersela!)

Questo, comunque, può essere il periodo buono per trovare il tempo di leggere, anche per chi non ne ha l’abitudine.
Capita che allora siamo travolti da insolite letture. Tra quelle che l’inchiostro ci porta in risalto, a volte, siamo attratti da frasi od espressioni che ci piacciono e che ci appuntiamo nella mente.

– I sistemi democratici hanno bisogno di valorizzare le proprie diversità per rigenerarsi e rafforzarsi.
– È sfortunato il popolo che ha bisogno di eroi.

Poi arrivano anche le riflessioni, il gusto di parlare e comunicare e la festa
 per esserne capaci.

Tre attualità. Tre Governi. Una medesima scia.

  • Stati uniti: l’elezione del presidente Biden è stata ottenuta grazie ad una coalizione elettorale guidata da una maggioranza di donne, minoranze e giovani che poi si è riflettuta nella composizione della amministrazione: “tra i primi cento incarichi per importanza 57 sono donne e 39 non bianchi.” È il risultato che viene da lontano, nel 2008 era stato eletto Barak Obama, primo presidente afro-americano degli USA, nel 2011 la Corte Suprema approva le unioni civili per i gay, nel 2017 il movimento #Metoo in difesa deli diritti delle donne, nel 2020 la grande mobilitazione antirazzista per reagire all’uccisione di George Floyd, Black Lives Matter. Kamala Harris è la prima donna nera a diventare vicepresidente degli Stati Uniti. Il 19 giugno è diventata Festa Nazionale, “Juneteenth”, in ricordo della liberazione degli ultimi schiavi dopo la guerra civile nel 1865.
  • Il nuovo governo in Israele, da poco insediato va nella stessa direzione della valorizzazione delle diversità. Include ebrei ortodossi, musulmani fondamentalisti, politici israelo-etiopi e israelo-moldavi, ha un ministro apertamente gay e altri componenti di origini asiatiche. Un terzo dei ministri è donna. Il premier è ultranazionalista, il ministro degli esteri è un centrista, i leader della sinistra storica ed il primo partito arabo-israeliano sono nella coalizione di governo. Tutti uniti contro un leader nazionale conservatore come Netanyhau che ha governato per 12 anni. L’attesa è per una nuova strada di concordia tra le diversità per un bene comune, vivere in pace.

“Si tratta di due nazioni costruite da immigrati che vedono le rispettive democrazie rigenerarsi esaltando le diversità politiche, etniche e di genere delle rispettive collettività.”
In Europa le popolazioni degli stati sono etnicamente più compatte e arrivano in ritardo a quella esaltazione. Tra gli stati della europa unita viaggia ancora a gran velocità il sovranismo, e quindi siamo indietro nel cammino per la ridefinizione della identità nazionale dovuta all’impatto demografico delle minoranze, nuovi immigrati compresi.
In Italia l’ottenimento della cittadinanza da parte degli immigrati è difficoltoso o impensabile. Anche per i nati in Italia da genitori stranieri. A meno che non siano calciatori!
Nel nostro Paese la legge antiomofobia, disegno di legge Zan, approvato alla Camera, trova ostruzioni tra i senatori, e in una Capitale dalla doppia sovranità, la Santa Sede ha fatto sgambetti al Parlamento italiano, proprio riguardo alla difesa del diritto alla diversità.

  • Il nuovo governo italiano ha, comunque, il pregio di avvicinarci alla strada di confronto-ascolto tra identità differenti. Il Governo Draghi ha l’appoggio della gran parte delle formazioni politiche presenti nel Parlamento italiano, quindi dalla destra sovranista ai progressisti di sinistra passando per i vari centro- e per i pentastellati. Un esperimento di aggregazione di rappresentanze politiche fortemente differenti in nome e per la realizzazione di un progetto che non sia di parte ma della nazione, e ci auguriamo che sia anche dei cittadini. Come dovrebbe essere!

Il nuovo Presidente del Consiglio, un uomo capace di affermare “L’Italia è uno Stato Laico”, ha dato un segno affinché anche l’Italia e gli italiani entrino nel solco della idea diffusa del diritto alla identità differente. I principi fondamentali della nostra Costituzione repubblicana sorridono aspettando di esser tutti quanti soddisfatti. La Costituzione non predica omologazione.

cultura e digitalePost-Scriptum o Postilla
Quando ero giovanotto il mio sogno era quello di essere cittadino del mondo e di avere la libertà di andare ovunque in sicurezza rispettando le regole civili per conoscere le diversità delle culture e delle mentalità. Quando ho potuto sono partito. L’autostop era un simbolo di tolleranza e di incontro tra sconosciuti.  Quando da adulto sono stato insegnante programmavo l’attività principale della classe, “Il viaggio”: partendo da “conoscere intorno a noi” andavamo alla ricerca di un “ambiente diverso”, l’isola” (primo anno), poi la città o le Alpi (secondo anno), infine “andare all’estero” (terzo anno).

Era il mio modo di pensare alla idea diffusa del diritto alla identità differente; realizzarla porterà i migliori progressi nella convivenza civile delle nazioni.

Postilla 2

La parola è esternalizzazione, del lavoro.
È una pratica diffusa e tollerata dalle leggi dello stato e figlia del mercato deregolarizzato.
La esternalizzazione del lavoro è un metodo padronale per dividere, non per includere. Per un lavoratore il suo lavoro e il suo posto di lavoro diventano spesso la seconda casa e uno tra i primi interessi personali, per i sistemi padronali sempre più depersonalizzati questo non viene valorizzato ed incentivato. Dividere le aree della filiera interna del lavoro in un’azienda ha uno scopo politico e di potere, affinché le maestranze non comunichino tra loro, anzi siano in competizione. La lotta tra poveri è la strada dell’arricchimento padronale da sempre! Anche nelle repubbliche fondate sul lavoro. In Italia lo Stato ha adottato da tempo la strada della esternalizzazione, situazione discriminante di diritti e garanzie, e fa delle pubbliche amministrazioni baratri di incompetenza sulle zone di competenza che la legge gli assegna: hanno sempre bisogno di consulenze e esternalizzazioni per gestire la complessità dei compiti di amministrazione e di attuazione dei necessari programmi per la tutela dei cittadini, che pagano comunque le tasse ed anche i vitalizzi della pletora dei passati dal parlamento e dai consigli regionali. Le celte dei politici hanno via via imposto la pauperizzazione delle competenze e degli abiti mentali degli impiegati e dei funzionari pubblici, al contrario avrebbero dovuto dare esempio di efficienza e di aggiornamento delle abilità e delle competenze nelle amministrazioni pubbliche, per rendere il dovuto ai cittadini che sborsano di tasca loro i soldi dello Stato. “Lo stato siamo noi, ma lo lasciamo governare contro di noi.”

Postilla 3

La parola è cooperativa. Per definizione è una società fondata sul contributo comune in capitale e in lavoro dei soci allo scopo di ottenere beni o servizi a prezzo inferiore a quello ordinario. Oggi le esternalizzazioni del lavoro vengono per lo più affidate a cooperative. Imprenditori di aziende creano formalmente cooperative subalterne alla azienda principale per ridurre costi del personale ed avere mani libere nell’orario di lavoro delle maestranze, pagarle meno. La cooperativa in questi casi è solo di parola e non di sostanza. I lavoratori di cooperativa hanno garanzie e previdenze inferiori a quelle di lavoratori della Industria, dei Servizi e dello Stato.
Insomma, attraverso la parola cooperativa si trovano disparità e discriminazione. Anche le pubbliche amministrazioni affidano lavori alle cooperative, per esempio nelle pulizie.
Le conseguenze per i differenti trattamenti dei lavoratori e lavoratrici sono immensi.
La Repubblica Italiana dovrebbe, cioè il Parlamento dovrebbe legiferare per il lavoro con uguali diritti, doveri, previdenze, meccanismi di tutela uguali per ogni tipologia di lavoratore. Esempio? In una repubblica fondata sul lavoro, perché tra le donne che lavorano ce n’è una parte che ha tutele e garanzie date dal loro lavoro quando aspetta un figlio e va in puerperio e altre lavoratrici non ce l’hanno?
Una nuova legge sulle guarentige diffuse sarebbe un passo enorme verso una società migliore. A goderne speriamo sia la new generation!!!

Postilla 4  

L’OCCASIONE DI PARLARE  è stato un articolo di questo blog adultiancoraascuola.eu pubblicato il 15 settembre 2020; in esso veniva espresso il seguente auspicio: “Oggi questo mi appare sbagliato, i regolamenti parlamentari devono prevedere la legittimità del dissenso, indice di pluralismo e libertà delle idee, ma non dovrebbero dare la possibilità di formare un nuovo gruppo parlamentare, il dissidente dovrebbe poter scegliere di uscire dal gruppo originario (oppure viene espulso e quindi ne è fuori), e in questo caso rimanere nel seggio come “senza vincolo di mandato” quindi rimanere svincolato, ugnolo. Andrebbe abolito il “Gruppo misto”. Per rispetto soprattutto degli elettori che hanno votato una persona in un raggruppamento e se la ritrovano in un altro! Se l’eletto riottoso vuol esser considerato rappresentante soltanto di sé stesso, lo sia. Ugnolo! Non dovrebbe sfruttare il bagaglio di voti ottenuti in un patto per trasferirli in un altro senza chiederlo ad ogni elettore. Gli rimarrebbe anche la decisione di dimettersi onorevolmente.”
Sono passati pochi mesi ed è arrivato il luglio 2021. Da qualche giorno anche i quotidiani rumoreggiano riportando i malumori dei caporioni dei partiti politici…. “In Parlamento 259 salti da un gruppo all’altro” “Così si mortifica il e si umilia la democrazia”. “Gioco di convenienze e di opportunismi.”

E si legge di metter per iscritto un nuovo regolamento: – i deputati devono aderire al gruppo corrispondente al partito o movimento sotto il cui simbolo sono stati eletti; – se lasciano il gruppo allora sono «deputati non iscritti»; – i «deputati non iscritti» avranno un ufficio ad uso strettamente personale e meno portaborse al seguito, meno soldi da spendere; il Gruppo Misto verrebbe quindi eliminato, o limitate e circoscritte le sue prerogative; il deputato transfuga dovrà lasciare gli incarichi ottenuti in quanto eletto col partito di origine. Una deroga ci sarà se il cambio di casacca viene in gruppo per scissione dal partito di origine. Rimarrà così l’assenza di vincolo di mandato che la Costituzione prevede contro ogni tipo di autoritarismo.

Più o meno come auspicavamo su adulti ancora a scuola blog!

Postilla 5
Draghi e Figliuolo, i conti non tornano: il piano vaccini è già in ritardo del 30%. Ma non era colpa di Arcuri e Conte?

Buone vacanze e buone letture, adultiancoraascuola!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.