adulti ancora a scuola

DAL TEMPO SOSPESO A QUELLO DEL CORAGGIO

Nel paese delle mascherine il brodo si allunga, il collo allunga, il campa cavallo si raccomanda anche se l’erba non cresce. Insomma, il tempo si allunga, si dilatano le prospettive, i desideri e le voglie si striminziscono o al contrario sgranano come quando ingrandisci una foto senza aumentarne i pixel e allora sbiadisce, la vedi come sfuocata, nebulosa.
Pensando il futuro e le cose da fare, il tempo ti appare …sospeso.

– Sai, queste frasi le avevo lette su adultiancoraascuola.eu, e via via mi tornano alla mente. Quindi ho digitato sul telefonino per potertele leggere pari pari. Era la fine dell’anno 2020, l’anno in cui il Paese si era nascosto dietro le mascherine. E lo è ancora, targato FP2! Sai, adesso sembra che lasceremo lo Stato d’Emergenza.
– Vuoi dire che finisce il Tempo Sospeso? O no? – Chiede Negro Amaro a EVa Dritta.
Erano lì, sulla panchina gialla a fianco della cabina rossa incatenata coi libri dentro che attendono di poter di nuovo riprendere a girare tra le mani degli amanti della lettura.
Lei indica là davanti. – La Pania in questi giorni è stata velata spesso dal cielo rosso di sera. Bel tempo si spera! Ma c’è ancora chi crede al proverbio? Penso proprio di no!
Lui ha voglia di parlare, un po’ di tempo c’è poiché il pullman scolastico che scaricherà il nipote di EVa sarà lì tra circa mezz’ora. – Ma cosa era sospeso al tempo del Tempo Sospeso? Lui aizza alla chiacchiera!
– Sto cercando di capirlo, e mi interrogo, e interrogo anche la Pania. Sta di fronte a noi, laggiù sull’orizzonte e come sempre, anzi Bella Sempre, osserva ma non parla. Ho voglia di farle domande, ma non parla. Osserva.
Al tempo del Tempo Sospeso era sospeso anche il futuro, si aspettava …la ripartenza.
Oggi capisco che era sospeso anche quello stato d’animo che porta la paura come maestra del vivere.
Durante la pandemia abbiamo imparato a portarla con noi a bocche tappate, a volte anche tappati in casa.
Allora, ciò che rendeva il tempo sospeso era la paura?!
– Ti ricordi il 2000? L’attesa e poi la festa per il Nuovo Millennio? Ci sembrava, almeno a molti, di essere entrati in un tempo meraviglioso, potevamo ricominciare a contare da 1 il nuovo secolo ed il nuovo millennio in sol colpo!
Invece oggi mi sento di dire che le cose che vediamo fantastiche, che ci raccontiamo meravigliose, sono un modo per esorcizzare, per farci coraggio, per guardare con occhio benevolo a quello che ci capita.
– Te dici che quella in cui viviamo è l’era della paura?
– Quando diciamo di star bene, quando l’Italia vince campionati e medaglie d’oro, quando partiamo per il weekend, quando in casa senti armonia, quando c’è un meeting di Adultiancoraascuola, viaggiamo su una delle verghe del tempo, sul binario parallelo a quello della era della paura: la paura dell’altro, le migrazioni e gli invasori, la paura del coronavirus che accompagna la pandemia nella quale siamo a mollo, la paura per gli aumenti dei prezzi ed adesso la paura della guerra! Pensa cosa possono provare quei poveri ucraini che l’invasione oggi ce l’hanno in casa. E quella lì è come il coronovirus, ce l’hanno in casa e non se la son cercata, gli aiuti da parte degli altri europei ed americani, son palliativi, servono soltanto a ritardare la presa di coscienza che sei impotente, che c’è il lupo che ti vuole mangiare e che comunque la legge del più cattivo corre su una strada che sfortunatamente ha incrociata la tua. La stessa guerra l’hanno avuta già anni fa, che poi si è mantenuta a bassa intensità, ma come le braci col vento si infiammano: ed eccoci ad oggi. Guerra allargata. C’è bisogno di rimboccarsi le maniche. E la paura ce l’abbiamo un po’ tutti. Difficile fregarsene.
– Ma siamo impotenti anche noi, EVa! Siamo impotenti e ci sale l’angoscia. Mi fa venire l’angoscia accendere la TV, io lo faccio di solito dopo cena. Prima tra il lavoro e le altre cose, una pausa quando ti incontro e la chiacchieratina, insomma non mi fermo. L’angoscia perché girando per i canali son tante le trasmissioni in cui dibattono, problemizzano i problemi e sembra ci sguazzino a fargli il solletico.
EVa Dritta lo guardava e annuiva come voler dire di più: – Il presente, se hai il tempo di osservarlo, diventa ossessione-del-presente, e i massmedia sono un moltiplicatore di questa ossessione. Te la voglio dire così, poi, Negro, te mi dici cosa ne pensi. Una volta, al mattino dapertutto c’era l’oroscopo, e c’era l’oroscopo aperto per quelli che ci pendevano e in qualche modo ci credevano. L’alternativa era pregare, e attendere la Divina Provvidenza. Oggi la ricerca del futuro passa attraverso altre cassandre, da tutte le parti intervistano qualcuno, e quel qualcuno si dice esperto e credibile, e tanti tanti improvvisamente diventano oracoli! E chi li porta per il bavero dentro a quelle trasmissioni gli fan sempre le stesse domande: “lei che ne pensa”, “se domani le cose…”, “non è ancora avvenuto, ma se avvenisse, cosa sarebbe…”, “quale previsioni si possono fare ..”.
L’ossessione per il futuro va a braccetto con la tua impotenza, anche perché davanti alla TV puoi imprecare, ma non ti fanno parlare! Tuttalpiù puoi spengere e fare altro. Ma il tarlo ti rimane in testa. Se sei bravo, sgrolli le spalle e te ne freghi. E rimani nel presente.
– Quello che dici mi piace. Sai, ogni tanto apro anche i social, più che altro al computer, perché sul telefonino vedo troppo piccolo. E lì ci ritrovo un’altra faccia del vivere, questa volta l’ossessione riguarda il presente, più popolare, meno ingombrante per il mondo: anch’io voglio dire la mia, allora esprimo una opinione, oppure leggo quello che postano gli altri e tutti vogliono dire “ci sono anch’io”.
– Beh! Questo ha un senso positivo se ti fa aumentare l’autostima, un po’ come un antidoto contro l’impotenza. Ma qui tu apri un capitolo che scotta. Quello di Internet.
Vedi il pullman, il mi’ nipote sta arrivando… Sai anche il web può fare paura: lo leggo sui giornali e si sente in TV, ma me lo dice anche il mi’ nipote, il bullismo sul pullman e a scuola, il cyberbullismo sui telefonini! Anche lì la questione del diverso: le denunce raccontano del dolore provato da ragazzi e ragazze per le discriminazioni a causa dell’orientamento sessuale, offese razziste, atti di denigrazione, violenza, incitamento al suicidio, bodyshaming: sai dicono così quando si deride qualcuno per il suo aspetto fisico…. I ragazzi e le ragazze non dovrebbero darsi queste preoccupazioni …. Anche questa è una guerra, o un allenamento alla guerra ….chi lo sa!
Negro Amaro, si alza, lascia la panchina gialla e s’incammina su per Piazza e rimugina un suo pensiero che avrebbe voluto dire a EVa, ma il tempo era scaduto. Così passo passo, pensiero dopo pensiero … Il piccolo … “Il piccolo è bello …. Il grande non è controllabile dalla gente ed è più facile da monopolizzare da parte dei cattivi. Prende delle strade che non coincidono con il cammino del piccolo, perde di vista gli interessi del piccolo; il grande di solito umilia il piccolo, lo rende dipendente.”
Il piccolo si fa il proprio nido, così proprio alla Giovanni Pascoli, e …il grande glielo rovina. Avevo fatto il mio bel bilancio, pensavo alle ferie, poi invece ora  …..”


La logica del profitto non coincide con l’economia domestica di chi s’accontenta gode, perché la stragrande maggioranza delle persone si accontenterebbe, ma gli arrivano tra capo e collo le decisioni di altri che la sovrastano e rompono le uova nel paniere.
Ecco perché dovrebbe tornar di moda il diventar eremita, ma poi ci sarebbe lo spazio isolato per tanti eremiti?
La logica del profitto diventa autocrazia e tutto decide, e ricaccia nelle viscere della disperazione le istanze che la democrazia invece propone. Evidentemente la accezione di VALORE è diametralmente opposta: $ Vs ♥ (il danaro contro la tranquillità).
Le autocrazie hanno il fegato e la testa per studiare come giocare a scacchi, e quando lo inquadrano hanno la determinatezza di dichiarare scacco matto. Alle democrazie con le loro regole e e i nostri valori, dapprima, non rimane altro che esprimere il loro dissenso, potrebbe sembrare quasi che si arrendano, ma una strada del riscatto poi la trovano.

Almeno così andava pensando Negro Amaro.  Quello che accade in Ucraina è l’ennesimo esempio di sopruso, in linea con quei discorsi che si son fatti EVa Dritta e Negro Amaro.

Una risposta a “DAL TEMPO SOSPESO A QUELLO DEL CORAGGIO”

  1. Dopo aver letto la chiacchierata fra Negro Amaro ed Eva Dritta mi vien solo da ripetere il titolo della fiction “CHE DIO CI AIUTI”.
    Abbiamo ancora da smaltire i tre lunghi mesi di lockdown,ed i due anni di pandemia che ci hanno resi molto debole in tutti i sensi. Cè tanta voglia di riprendere in mano quello che abbiamo lasciato sospeso….e poi, arriva questa mazzata della GUERRA! da non credere.
    Se ci pensiamo bene subiamo attacchi tutti i giorni da tutte le parti. Tutte quelle citate sopra. C’nè per tutti. Non si salva nessuno. Forse solo con un gregge sù per i monti. Forse!!!!
    Ci bombardano anche con il fake news. Non sappiamo più nemmeno a cosa credere. Non sappiamo chi credere!
    Altro che spalle larghe ci vogliono.
    Ho sentito spesso dire da mia Nonna “CHE DI Cè LA MANDI BUONA”….

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