adulti ancora a scuola

2 – … ricordare e riflettere.

continuazione dell’articolo “PIÙ CHE RICORDARE MI VIENE DA RIFLETTERE”

20 anni

Di invasione, per abbattere Al Quaida (Alkaida o Alcaeda), per mettere a tacere i terroristi.
Di invasione, per portare i valori della democrazia.
20 anni!
“Il Pil afghano non è tra i più bassi del mondo, ma è certamente tale da porlo nel versante dei paesi poveri. Per contro, la ricchezza nascosta nelle viscere del suo territorio ammonta ad almeno mille miliardi di dollari. Giacimenti di oro, rame, uranio e pietre preziose abbondano nel paese.”
Quel Paese ha risorse minerarie immense: alle democrazie occidentali invadenti ha fruttato nient’altro che un ritiro con la coda fra le gambe?

Occidentali

I paesi invasori hanno speso migliaia di miliardi (2000 miliardi soltanto gli USA) e fatto morire migliaia di loro (nostri) soldati, persone. Senza togliere il ragno dal buco di cui sbraitavano. Hanno tenuto un Paese in scacco per 20 anni e hanno propagandato sensazioni e convinzioni bugiarde, per 20 anni, ma Talebani e terroristi del Califfato Nero hanno dato scacco matto.
Il sentimento degli occidentali, anche di quelli più duri, anche di quelli mangiamondo tipo gli statunitensi, alla fine trova il nocciolo morbido e “piuttosto che vivere nell’ansia eterna di rappresaglie ed attentati, cedono e si arrendono”. È successo questo agli USA? Molti semplicemente lo pensano, ma il comportamento degli USA sottace veramente un mea culpa e una coda tra le gambe?
In clima di green si potrebbe ironizzare amaramente sul carattere di quella superpotenza: USA e getta!
Quando la propaganda guarda altrove, anche gli occidentali dubitano: che la democrazia non sia ancora adatta per l’indole culturale di quella parte del mondo? Il dubbio non ti sfiora?
Occidentali: in questo frangente anche questo aggettivo porta la sua ironia: ad occidente tramonta il sole!
Poi, ancora in clima di green, gli affari e la speculazione chiamano altrove, in altri ambiti. E delocalizzare i militari adesso, in questo periodo di transizione ecologica, frutta meno dei nuovi ambiti. Può essere? Ci hai pensato anche tu?

Il conto della serva dice: “se spendo 2000 miliardi per i soldati, quanto dovrebbe rendermi questa operazione? E se non rende a sufficienza vale abbandonare, per una prospettiva appetitosa più a breve termine”.

Talebani

Dove spudoratamente la violenza gretta (1), l’arroganza e il terrorismo vince di nuovo in questi giorni è, appunto, l’Emirato Islamico dell’Afghanistan!  

I talebani hanno ripreso ad applicare al paese una versione estrema della sharia, che impedisce qualsiasi forma di libertà e di modernizzazione, e non riconosce nessun diritto alle donne.

Non è che la situazione sia nuova, se leggi le cronache degli anni addietro il “problema” delle donne era comunque una tradizione da superare.

(1) non dimenticando che in Italia i femminicidi e i morti sul lavoro sono il contraltare di un paese che talebano ha scelto di non essere!

La transizione

C’è di che scandalizzarsi? Forse la invasione occidentale avrebbe dovuto fare qualcosa di meglio per quella transizione … nel senso di preparare ad altro, di aiutare altri invece che i talebani?
Dagli USA e dalla NATO si dice che avrebbero, in 20 anni, addestrato migliaia di funzionari e militari alla difesa e alla gestione del loro Paese!
31 Agosto 2021. Il tempo era scaduto, i poteri forti avevano deciso di andar via dall’Afghanistan, del resto erano stati gli stessi poteri a decidere di andare e occupare militarmente.
Così a Doha gli Stati Uniti sono stati i primi a riconoscere, prima che rinascesse ufficialmente, il potere talebano in Afghanistan! Doha è la capitale dello Stato del Qatar affacciato sul Golfo Persico, lì si è svolta la trattativa per il ritiro degli USA dall’Afghanistan.

La transizione.

29 febbraio 2020 l’allora segretario di Stato USA, Mike Pompeo, e il numero due dei Talebani, mullah Abdul Ghani Baradar.

La resa ai talebani, sottoscritta il 29 febbraio 2020, ha concesso agli estremisti islamici il ritiro completo dall’Afghanistan dei soldati americani dopo vent’anni di guerra e li ha riportati effettivamente al potere. È buffo che qualcuno chieda ancora di non riconoscere il nuovo califfato di Kabul ed il suo governo! Quel regime è stato “sdoganato” proprio dagli USA. I TALEBANI, dopo l’accordo con gli invasori sconfitti, con le Jeep ed i Toyota e i Kalashnikov hanno ripreso a scorrazzare e a dettare la legge.

La legge.

La Sharia, in arabo: شريعة‎ sharīʿa ‘legge’; letteralmente “strada battuta”, “il cammino che conduce alla fonte a cui abbeverarsi”.
Se i valori che gli occidentali portavano nella società afgana erano così irrinunciabili, una domanda stonata echeggia almeno nell’inconscio di molte semplici persone: gli USA hanno fatto accordi con i Talebani lasciando loro il potere e non hanno fatto accordi con chi si sarebbe opposto al ritorno dei Talebani? O hanno fatto anche quello e ancora non lo sappiamo?

La questione delle donne.

È probabile che vedremo in piazza donne col burka che dimostreranno per la saggezza degli ayatollah integralisti, come i nostri vecchi hanno veduto o anche partecipato a folle di uomini e donne spasimare per il Duce fascista, guerrafondaio, razzista e maschilista.
È pensabile, verosimile, che ci sia una parte degli afgani (maggioranza?) che hanno tirato un sospiro di sollievo per il ritorno dei vecchi santi mullah? Nelle immense campagne e montagne afghane, magari, gli abitanti è vent’anni che si chiedono che cosa ci stiano a fare i soldati stranieri tra loro!

Il disastro. L’ultima intervista di Gino Strada a PresaDiretta (programma rai)

Gino Strada, come la pensava?  Clicca per ascoltare le sue parole.

Il disastro è comunque procurato.

Forse ci dovremmo aspettare parole di ripensamento su altre guerre in corso altrove?

È passato nei notiziari che non dobbiamo lasciar campo libero alla Russia e alla Cina! Perché ci siamo comportati così male in 20 anni da non farci preferire a Russia e Cina?Troppo spesso nella storia genti e popoli non sanno come fare a non farsi guidare da portasciagure, e portano le armi per loro.

I profughi.

Ogni nazione che ha partecipato all’invasione dell’Afghanistan dopo i clamorosi attentati alle torri gemelle di New York sa che ha avuto bisogno di pagare per la collaborazione da parte di cittadini locali. Invadere un Paese non è come andare ad impiantare una fabbrica: pagheresti le persone del luogo perché vi lavorino e “siamo pari”. No! Tu invadi un Paese e i locali che collaborano con te, perché non sai la lingua, non conosci nessuno, vuoi farti propaganda, ma non vendi niente, semmai pretendi di aver ragioni per essere diventato il padrone, … i locali che si prestano al tuo gioco sono collaborazionisti, nel bene e nel male. Guarda caso che adesso siamo in quello che per “loro” è il male! Gli occidentali sentono il dovere di riconoscenza e vorrebbero salvare tutti gli omologati.
Gli occidentali, sapevano che sarebbe giunto il giorno del rendiconto. Adesso ogni Paese ex-invasore, esportatore di democrazia o portatore della sua pace armata si sente in colpa per non poter “esiliare” tutta quella popolazione che si era occidentalizzata. Nei 20 anni molti sono nati e, almeno nelle località dove c’erano presìdi occidentali, quei ragazzi e ragazze non hanno conosciuto sulla loro pelle l’effetto dell’integralismo talebano!

“Abbiamo creato in qualcuno così tanta aspettativa di esser come l’invasore che ti affidano il loro neonato sperando che almeno lui diventi come te!” Forse non abbiamo dialogato con gli invasi alla pari, dicendo fin dall’inizio che siamo diversi e che non potevano trasformarsi in noi, diventare come noi, se non trasformavano la loro società. La testa dei loro concittadini. E per far questo ci vogliono generazioni ed anche governi credibili.

Da noi pensiamo che il diverso è bello, che non ci sono distinzioni di ….  Invece in quel frangente il diverso diventava brutto e dovevamo trasformarlo (talebano era brutto), ma oggi lì in Afghanistan devi essere “uguale” (talebano): 20 anni fa ed adesso di nuovo! Forse non abbiamo dato alla società afgana gli strumenti e le dotazioni per costruire una loro nuova via alla loro democrazia. “E con il tempo la situazione non reggeva, non sapevamo conquistare tutto quel territorio se non ci aiutavano loro, gli afgani; non ce l’avremo mai fatta a fare dell’Afghanistan una provincia della cultura occidentale.”
Oggi Biden dice che erano andati lì per beccare alkaida e Billaden, non per altro. Come si mente volentieri quando abbiamo la coda fra gambe! E i talebani e l’Isis (che non è un istituto superiore di istruzione) hanno atteso, atteso e preparato la loro riscossa, in 20 anni hanno potuto pianificare tutto, compreso il lesto ripristino della normalità talebana anche nella capitale Kabul teatro della scena invasora!

La Storia

La Storia ce lo ha insegnato da millenni che le conquiste sono sangue e lacrime, e …” chi prima della guerra faceva la fame, adesso a guerra finita fa la fame lo stesso”! Gli imperi cadono perché non avrebbero mai dovuto nascere! Chi conquista, ogni volta afferma di voler fare il bene della gente. Ma il conto poi non torna. E non torna neppure se mi dici di quale gente volevi fare il bene!
Quei 20 anni di intrusione in Afghanistan, allora, non sono serviti a niente? Siamo tornati indietro nel tempo cancellando come con la spugna una lavagnata di esperienze di emancipazione femminile e di aiuti umanitari? La Storia, cioè il Tempo, non passa mai invano. “No, direi di no”, mi dice NegroAmaro. “Chi vorrebbe cancellar tutto sono i talebani tornati al potere; purtroppo non si cancellano i ricordi e le speranze e quelle esperienze e quelle nuove proposte di vita che, affidate ad una parte di donne ed uomini, bambini e bambine afgani, potranno essere l’humus per un loro riscatto collettivo, humus su cui far crescere una rete di resistenza, di resilienza anche, che in capo a qualche o molti decenni potranno portare l’Afghanistan tra i paesi che adottano i diritti umani che noi predichiamo, per la parità di trattamento tra maschi e femmine, per il riconoscimento della bontà delle diversità. Saranno per tanti di loro anni disperati, anni di umiliazioni e di lavoro sotterraneo contro il regime del califfato talebano, che non starà a guardare! Ricominceranno un percorso verso quella che altrove vedono e che chiamiamo democrazia. La democrazia non si impone, non è merce da esportare, la democrazia si costruisce.”

Ai notiziari

Dentro i tetti, sotto lo sguardo della Pania, nelle tv, ai notiziari, sui network digitali è tutto uno sgomento come se fosse accaduto l’imprevedibile, l’improbabile. Tutto quanto era prevedibile e la superpotenza ha manovrato affinché avvenisse nella forma e nella sostanza così come è proprio accaduto, come questo che noi sappiamo essere comunque un disastro.
Il fallimento è iniziato subito dopo l’invasione quando non sono nate istituzioni credibili da parte degli afgani, ma governi fantoccio.
E la guerra tra le grandi potenze, tra i poteri forti e sotterranei continua, una guerra fragile che avvince i poveretti che ne sono le pedine. Il concetto di persona e di individualità in quei contesti non esiste, neppure a scherzare puoi parlare di dignità!

 

 

 

Una risposta a “2 – … ricordare e riflettere.”

  1. E’ sempre interessante rileggere i suoi articoli perché ogni volta scopro qualcosa di più. Oggi ho ascoltato l’intervista di Gino Strada, altrettanto interessante. Mi raccomando, continui a scrivere.

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